Scacco all’Italia: la Commissione Europea dice no alla cattura dei richiami vivi

La Commissione Europea ha trasmesso una lettera alle autorità italiane proprio nei giorni scorsi il cui contenuto è ben chiaro: “La cattura dei richiami vivi con le reti è illegittima. I passi fatti dal Governo non sono sufficienti a porre fine alla violazione della direttiva Uccelli, in merito alla cattura degli uccelli selvatici a fini di richiamo”.

Come scrivono chiaramente Lipu, BirdLife Italia, Enpa, Animalisti Italiani, Cabs, Lac, Lav, Oipa, Wwf Italia: <> Praticamente una contraddizione.

Ma non finisce qui, perché il testo approvato al Senato è ben più leggero, vi è solo il generico riferimento alla possibilità di deroga e il rimando a un parecchio futuribile decreto del Presidente del Consiglio, da applicarsi entro un anno, che regolerà la materia. Linguaggio contorto per dire più semplicemente: la situazione non cambierà affatto, e le Regioni potranno continueranno a derogare e catturare richiami vivi e l’Italia sta a guardare.
Come volevasi dimostrare, in queste ore Lombardia ed Emilia Romagna deliberano e autorizzano nuove catture.

Per contro la Commissione Europea chiede allo Stato Italiano un controllo costante e tempestivo, cioè che tale controllo sia effettuato in base a quanto prevede la Direttiva, o meglio che si valutino soluzioni alternative alla concessione della deroga. In parole povere si deve tener presente che catturare richiami vivi non è indispensabile, perché si può benissimo cacciare senza richiami o utilizzare richiami a bocca o tutt’al più richiami di allevamento.

E’ esattamente questo il nocciolo della questione , benché Governo e Parlamento siano sordi, cioè che, a fronte di possibili soluzioni, la cattura degli uccelli selvatici con le reti sia del tutto illegittima, in più si evidenziano gli equilibrismi che la politica ha tentato nelle settimane e nei giorni scorsi.

“E’ necessario”, scrive la Commissione, “che il Governo Italiano applichi il sistema di controllo previsto dall’Articolo 19bis della legge 157/92 nel caso in cui le regioni intendessero adottare nuovamente provvedimenti di cattura di richiami vivi tramite l’impiego di reti. Tali autorizzazioni sarebbero infatti illegittime in quanto violerebbero gli articoli 8 e 9 della direttiva per i motivi già presentati nella lettera di messa in mora”.
Infatti nel testo della lettera, la Commissione chiarisce perfettamente il divieto di cattura con le reti e la non necessità di usare richiami vivi o comunque richiami vivi di cattura, poiché esistono “numerose valide alternative alla cattura di uccelli per la cessione a fini di richiamo”.

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