Taglio del nastro tra le viti, partita la vendemmia 2014

Il clima anomalo dell’estate ha portato all’inizio della vendemmia con un anticipo di ben dieci giorni sullo scorso anno. La notevole frequenza delle piogge ha dato parecchie preoccupazioni ai viticoltori, ma a quanto prevede la Coldiretti a patirne le conseguenze sarà la quantità, ma non di certo la qualità dei vini prodotti.

A dare il via alle danze la zona del Franciacorta, in provincia di Brescia, dove si producono uve bianche da spumante. Il percorso proseguirà a settembre e ottobre con le uve rosse, per chiudersi a novembre.

Coldiretti prevede che la produzione “made in Italy” sarà destinata per oltre il 40% ai vini Doc e Docg, il 30% agli Igt (indicazione geografica tipica) e il restante 30% a vini da tavola. Largo alla qualità dunque, come garantisce anche l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, che ha allertato i suoi numerosi uffici e laboratori sparsi sul territorio italiano perché siano effettuati i dovuti controlli nel periodo delle vendemmie. Le verifiche riguardano tutte le fasi della lavorazione dalla raccolta alla movimentazione, dalla trasformazione alla circolazione dei prodotti vinicoli. I controlli avvengono capillarmente sul territorio unendo parametri nazionali e locali, per rendere su misura le verifiche e garantire così la qualità dei prodotti e la tutela dei consumatori.

Possono quindi stare tranquilli i sempre più numerosi acquirenti. Quella vinicola è, infatti, un’industria che movimenta un fatturato enorme, che secondo Coldiretti è cresciuto del 3% lo scorso anno, raggiungendo la cifra record di 9,3 miliardi di euro, grazie soprattutto alle esportazioni. La vendemmia avvia, dunque, in Italia un ingranaggio economico di grandi proporzioni, dando lavoro ad oltre un milione di persone. Coldiretti rende noto, infatti, che l’indotto coinvolge ben 18 settori di lavoro dall’industria di trasformazione al commercio, dalla lavorazione del vetro e del sughero ai trasporti, proseguendo con l’enoturismo e così via.

Dalla terra e dal sole, per quanto poco quest’anno, nasce una grande eccellenza made in Italy, ottenendo crescita economica ed occupazionale, a partire da una sinergia virtuosa tra ambiente, territorio e industria.

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