Delfina cucciola all’Acquario di Genova: i segreti dell’allattamento

E’ un’estate con i fiocchi quella appena trascorsa all’Acquario di Genova. Dopo i 4 fiocchi dei pulcini di pinguino di Magellano, di cui due gemelli (evento altrettanto eccezionale in cattività), adesso è la volta della vasca dei delfini. Cresce sana e forte, infatti, la piccola delfina della specie tursiope (Tursiops truncatus), nata nella notte tra il 31 Agosto e il primo settembre. Si tratta del primo fiocco rosa per il già celebre Padiglione Cetacei, struttura realizzata da Renzo Piano e inaugurata l’anno scorso, dove all’interno si può ammirare la nuova vasca dei delfini di ultima generazione.

Le misure di qualche giorno fa davano la cucciola 16,5 kg per una lunghezza di 110 cm. La piccola delfina è figlia della mamma Naù, femmina di 13 anni nata a Gardaland, alle prese con il suo primo parto, e del papà Teide, nato in una struttura in Spagna nel 1997. Nella vasca dell’Acquario ci sono anche nonna Betty e nonno Robin, genitori di Naù.

La piccola tursiope sta già facendo strage di cuori tra il pubblico dell’Acquario, la si può ammirare mentre nuota al fianco della madre nella vasca nursery del Padiglione. Una vasca ad hoc per il post maternità: oltre 1 milione di litri d’acqua in volume, un fondo mobile che consente di accedere agli animali in tempi molto brevi in caso di emergenza e tre acrilici subacquei da cui è possibile effettuare un’attenta osservazione 24 ore al giorno. Lo staff effettua un monitoraggio continuo perché il primo mese di vita è un momento particolarmente critico per i cuccioli (periodo in cui avviene mortalità prenatale, soprattutto in caso di femmine primipare come Naù) perciò non smette mai di annotare comportamenti, suoni, respirazioni e attività nutrizionale.

La gestazione è durata 12 mesi, lo svezzamento sarà completo a 18 mesi, ma dato il legame duraturo che si instaura tra madre e piccolo, in genere si prolunga per diversi anni, lungo i quali il genitore insegna tutto ciò che serve per affrontare la vita. Il piccolo, che può bere latte anche fino a tre anni, già a sei mesi osserva la madre mangiare pesce e imitandola accidentalmente ingerisce qualche preda.

Le femmine partoriscono ogni 3 anni circa, i piccoli nascono dalla coda così che possono andare subito a respirare, aiutati dalla mamma e talvolta da altre madri chiamate appunto zie. Il latte di delfina è molto denso, ad altissimo contenuto di grassi (12% rispetto al 4% umano) e di proteine (11% rispetto all’1% umano), è simile a panna, in questo modo non si disperde facilmente in mare. Il cucciolo non ha labbra, non può “poppare” il latte, infatti, assesta leggeri colpetti col rostro (la parte apicale del muso) alle mammelle. Quest’ultime possiedono un muscolo molto possente e retrattile, con il quale sono capaci di emettere latte ad alta pressione, spremendolo direttamente alla bocca del piccolo.
La madre in un gruppo con tanti cuccioli da allattare sa riconoscere il suo, grazie al cosiddetto “fischio firma”, un suono che emette non appena partorisce e che ripete in maniera intensa durante l’allattamento. In questo modo il piccolo impara a riconoscerlo e non solo, dopo i tre giorni di vita, sa già imitarlo, così che se si perdesse, basta un fischio perché la mamma corra in aiuto. Queste informazioni sono state raggiunte grazie a registrazioni con spettrogrammi avvenuti negli anni passati durante i vari parti che si sono susseguiti in Acquario. Ogni delfino ha il suo fischio firma, dapprima imita quello della madre ma col tempo diventando più bravo lo personalizza costruendosene uno tutto suo.
Sembrerebbe, addirittura, che i delfini possano imparare a emulare i fischi dei loro compagni per chiamarsi tra loro.

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