Scuola: dal testo cartaceo a quello digitale, pro e contro

Il 2014/2015 sarà particolare per la scuola. Infatti, in una circolare inviata a tutti gli istituti scolastici, il Ministero dell’Istruzione comunica che “AI fine di supportare le istituzioni scolastiche nel processo di elaborazione dei
materiali e degli strumenti didattici digitali da realizzare nel corso dell’anno scolastico 2014-2015, emanerà entro la fine del corrente anno scolastico le linee guida contenenti le indicazioni necessarie per l’elaborazione dei suddetti materiali.
Tutti i materiali didattici digitali, prodotti durante l’a. s. 2014/2015, dovranno essere inviati entro la fine dell’a. s. 2014-2015 — secondo le modalità previste nelle linee guida predette — al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al fine di renderli disponibili, ai sensi del richiamato art. 6 della Legge 128/2013 (sviluppo della cultura digitale)”.

Ovvero, a partire dall’anno scolastico 2015/2016, i testi cartacei non saranno più il riferimento dominante della didattica. Entreranno in scena edizioni scolastiche digitali che potranno sostituire del tutto, o affiancare per qualche tempo, quelle cartacee.

Una rivoluzione, forse tardiva, ma che apporterà vantaggi e svantaggi. Vediamo quali.
La spesa per ogni famiglia potrebbe diminuire sensibilmente. Oltre all’odiato acquisto dello zaino, che sarebbe convertito in semplice astuccio, se il tablet fosse davvero economico e accessibile a tutti, potrebbe davvero significare un bel risparmio. Certo, il sospetto che ci possa essere qualche azienda favorita rispetto ad un’altra per la fornitura di tablet è più che legittimo, conoscendo le dinamiche delle gare d’appalto italiane. Ma state sereni…
Il carico del bambino si ridurrebbe al solo peso della tavoletta elettronica, capace di contenere tutti i libri che servono.
Un aspetto non di poco conto, considerando i “mattoni” che trasportano ogni mattina con uno stoicismo ammirevole.
Risparmio di carta. I testi scolastici sono ormai diventati delle collane. Ci sono, a seconda delle scuole elementari, 7 diversi libri per ogni bambino. Ogni libro è un modulo allegato agli altri, con lo stesso titolo, ma con colore di copertina (plastificata) diverso. Gli insegnanti, per far capire agli alunni quale testo usare, sono costretti a descriverne le caratteristiche estetiche in maniera minuziosa, alla “Indovina Chi”.

I bambini, per rispondere alla richiesta della maestra, si immergono sotto il banco alla ricerca di quel libro incastrato e mimetizzato tra gli altri che non sempre trovano. Una vera gioia. Risparmio di plastica. Si, perché oltre alla carta, l’altro materiale predominante è proprio miss inquinamento. Tra copertine di libri e quaderni, pennarelli di ogni sfumatura di colore conosciuta fino ad oggi, penne “stilose”, evidenziatori luccicanti e accessori vari tanto sgargianti quanto inutili, urge mettere un freno a questo delirio. Probabilmente, il tablet, essendo costituito da parti elettroniche e cover derivanti dal petrolio, non è un buon investimento, in quest’ottica.

Ma la buttiamo li: se questi tablet derivassero dal riciclo di altri apparecchi elettronici?
Siamo abituati a comprare sempre qualcosa di nuova produzione. Gli oggetti usati e riciclati sono funzionali, con la caratteristica non trascurabile della sostenibilità ambientale ed economica. Riusciremo nell’impresa di far desistere il governo a far guadagnare qualche azienda al fine di adottare delle scelte sensate per il bene comune?
Il monopolio dei libri di testo scolastici appartiene alle solite case editrici, nonostante si dia l’impressione che la scelta venga effettuata dai docenti.

Questo riduce notevolmente la possibilità di optare per qualcosa di più formativo per gli studenti. Ogni anno, i rappresentanti vengono sguinzagliati per piazzare questo o quel testo a una determinata classe, senza sapere cosa ci sia scritto. È un lavoro!!! Giusto. Se utilizzassimo gli stessi libri, loro non lavorerebbero più. In questo modo, però, c’è uno sperpero di soldi e aumento di rifiuti. Per cosa? Per leggere le solite cose trite e ritrite che potete ritrovare addirittura nei vecchi sussidiari che si utilizzavano una volta. Qualcosa di diverso rispetto al passato?
Meno parole, più disegni, foto rinnovate e copertine ammalianti. Il nulla che diventa importante.

La vendita del libro, prima di tutto; poi quella del bambino. Infine, quella dell’uomo.

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