Alzheimer: create cellule ‘malate’ in provetta, una svolta che permetterà di sperimentare i farmaci in modo rapido

Create in laboratorio cellule del cervello umano che sviluppano la malattia di Alzheimer. I neuroscienziati del Massachusetts General Hospital di Boston, sono riusciti a riprodurre nelle capsule di Petri le strutture tipiche del morbo. Un aiuto importante per studiare le possibile terapie per il morbo che colpisce 35,6 milioni di persone nel mondo di cui un milione in Italia.

Le cellule cerebrali modificate, non solo hanno creato le connessioni tipiche del cervello umano, ma hanno sviluppato anche le placche e gli “ammassi” di proteine tipici della malattia. Attualmente, gli studi sull’Alzheimer si servono di modelli murini, ossia topi geneticamente modificati in cui si sviluppa la malattia.

P. Murali Doraiswamy, ricercatore su Alzheimer della Duke University  – ha dichiarato – “È un passo gigantesco per la scienza, una svolta che permetterà di sperimentare i farmaci in modo rapido, economico e semplice. Il momento cruciale sarà poi vedere se essi avranno lo stesso effetto sui malati

Il team di ricercatori, è riuscito a far crescere delle cellule cerebrali con i geni per sviluppare l’Alzheimer in un gel all’interno di una piastra di Petri, e in poco tempo ha ottenuto un network neurale che ha sviluppato prima le placche amiloidi, causate dall’accumulo di proteine, e poi gli ammassi neurofibrillari tipici della malattia che, invece, nei topi non si formano.

L’esperimento continuerà utilizzando le cellule ottenute per verificare gli effetti di 1.200 farmaci già sul mercato e testare 5mila medicinali sperimentali. Tanzi ha affermato: “Questo non sarebbe possibile con i topi anche solo per il fatto che testare ogni molecola richiederebbe un anno”.

 
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