Basta un clic e ci addormentiamo, scoperto il meccanismo

Io sono stata una di quelle bambine che non dormiva mai, per me il sonno era inesistente, non lo sentivo, non arrivava, potevo stare anche due o tre giorni sveglia senza problema alcuno e poi dormire un paio d’ore ed essere a posto di nuovo. Non o chiudevo occhio. Vedere gli altri che si addormentavano con facilità, come se spengessero un interruttore mi pareva assurdo. Una volta chiesi ad un signore, amico di famiglia come faceva ad addormentarsi presto e lui mi rispose: “Ma è semplice bimba”, e mettendomi un dito in mezzo alle sopracciglia aggiunse, “basta che ti guardi qui, c’è un buco e ti addormenti che è una meraviglia”.

Uno studio ha cercato di capire come funzione il meccanismo dell’addormentamento, e sta tutto nel cervello, se qualcosa si inceppa son dolori. Si sa che dormire bene e dormire il giusto numero di ore è fondamentale per molteplici ragioni: è stato dimostrato (ma è anche intuitivo) per esempio che la mancanza di riposo notturno si correla a scarsa concentrazione e peggiori performance lavorative, ricerche recenti hanno trovato che il sonno è funzionale anche a un buon tono dell’umore così come a valori adeguati della pressione sanguigna.

Riuscire a capire quale sia l’effettivo controllo del sonno nel nostro corpo, dunque, è fondamentale per il benessere e per questo la psicologia e le neuroscienze ne studiano il funzionamento da più punti di vista. Secondo quanto sappiamo, il corpo utilizza due meccanismi per regolare il sonno. Uno è quello che corrisponde al ciclo delle 24 ore a seconda dell’alternanza giorno-notte, l’altro è un meccanismo omeostatico cerebrale che tiene traccia delle ore di veglia e di quelle di sonno e che, di fatto, ci manda a dormire quando il nostro organismo ha bisogno di riposo. E’ un meccanismo totalmente interno e separato dai fattori esterni: quando non funziona correttamente, ecco che arriva il deficit di sonno o l’insonnia.

Una specifica ricerca condotta dal professor Gero Miesenböck ha mostrato che nei moscerini della frutta esistono specifiche cellule cerebrali che regolano l’addormentamento: se queste cellule vengono attivate, arriva la sonnolenza e i moscerini cadono addormentati. E lo stesso accadrebbe nel nostro cervello. Per lostudio dei processi neurali, lo scienziato ha utilizzato l’optogenetica, una tecnica che, grazie alla fotostimolazione, innesca un potenziale d’azione nei neuroni e permette quindi di “accendere” o “spegnere” gruppi di cellule nervose ed esaminare come i circuiti cerebrali comunicano tra di loro, il tutto direttamente negli animali vivi e in tempo reale.

Il gruppo di ricerca ha scoperto anche che esiste un gene cruciale per il corretto funzionamento di questi neuroni: la sua mutazione causa nei moscerini insonnia e disturbi del sonno, con conseguenti deficit di memoria e di apprendimento. Quindi, quando si è in debito di sonno, il circuito neurale si attiva e ci si addormenta. Ma se il circuito è disattivato arriva l’insonnia. Se tutto funziona, dunque, l’equilibrio viene mantenuto e con esso il benessere.

 
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