Clima ed Energia 2030: Wwf, ridurre del 40% le emissioni CO2 è del tutto insufficiente

Ridurre del 40% le emissioni CO2 è del tutto insufficiente dal punto di vista ambientale e anche per garantire alla UE la sicurezza energetica. E’ quanto afferma il wwf in merito al pacchetto Clima ed Energia 2030 che uscirà dal Consiglio Ue sul tema, che si terrà tra oggi e domani a Bruxelles.Uno studio dell’istituto di ricerca Ecofys pubblicato nei giorno scorsi, dimostra che, con un taglio del 49% delle emissioni, sarebbe possibile dimezzare le importazioni di gas.

Secondo l’associazione ambientalista, “anche l’aumento al 27% per le rinnovabili è del tutto inadeguato, dal momento che le rinnovabili sono le energie che garantiscono la massima sicurezza energetica e che il trend di crescita non deve essere rallentato; il 30% per l’efficienza energetica come obiettivo non vincolante o addirittura indicativo, rinnegherebbe il vantaggio rappresentato dalla riduzione dei consumi e anche l’enfasi italiana sul tema”.

Il Wwf chiede che “la riduzione dei gas a effetto serra sia del 55%, la produzione di energia da fonti rinnovabili almeno del 45%, e il risparmio energetico almeno del 40%, con obiettivi giuridicamente vincolanti”. “Si tratta di un vero e proprio ‘stress-test’ per l’Europa: nei prossimi due giorni, capiremo se la Ue è capace di offrire credibilità, autorevolezza e prospettiva di futuro, le uniche vere qualità che servono per superare le difficoltà degli ultimi anni”.

Il Wwf si augura che “la presidenza italiana dimostri capacità di visione nel dare impulso all’attuazione della transizione economica e industriale necessaria per proteggere il clima e offrire prospettive ai cittadini europei”.

I capi di Stato e di Governo europei, aggiunge il Wwf, “devono resistere all’azione delle lobby fossili e delle visioni a breve termine, spesso egoiste e parassitarie, che hanno introdotto e stanno introducendo numerose scappatoie per rendere il pacchetto inefficace”. Il Wwf si augura che “di fronte a questi poteri forti, cinici ed egoisti, non si perda una storica occasione di creare invece nuovi opportunità sociali, economiche e ambientali”.

 
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