Le convenzioni sociali da rispettare: dalla depilazione al guardaroba all’auto

Viviamo in un tempo nel quale la forma non risulta importante quanto la sostanza: essa è semplicemente tutto.
Non esiste situazione nella quale non riscontriamo questa aberrazione. Proponiamo all’attenzione dei nostri lettori alcune evidenze riscontrabili nella quotidianità.

Partiamo dalla depilazione.
È notoriamente risaputo che chi non si rade è un mascalzone poco di buono o terrorista, se maschio, e una persona senza rispetto alcuno per se stessa e per il malcapitato partner, se donna. Credete nel potere malefico dei peli?
Poveri filamenti di cheratina! Eppure, sono le nostre prime barriere per la difesa dell’organismo. Cosa spinge la convenzione a reputarli superflui o antiestetici? Beh, diciamo che se eliminiamo i peli, gli agenti esterni hanno più probabilità di entrare nel nostro corpo, avendo noi stessi eliminato un guardiano a difesa del nostro tempio. Si contesterà il fatto che i peli possono trattenere i microbi o altre sostanze. Corretto, ma si presuppone che ci si lavi ogni tanto. Ecco, quando lo si fa, tutto viene portato via e il pericolo scompare. In secondo luogo, ma non ultimo in termini di importanza, c’è un mercato da salvaguardare. Rasoi, strisce depilatorie, macchinari laser, creme, unguenti e detergenti. Chi produce questa roba ci dice che ne abbiamo bisogno perché se non ci togliamo quei peli siamo obbrobriosi e ci guarda male anche il pensionato di 70 anni in coda alle poste. Giusto darsi una sfoltita una tantum, ma le dichiarazioni di guerra ai peli mi sembrano un tantino esagerate. Tanto più che tutto il materiale che si usa per questa pratica moderna è altamente inquinante e non differenziabile.
Tabula rasa.

Come ti sei vestito?
Altre affermazioni di un certo turgore intellettivo, si odono quando si sente parlare di vestiti. L’hai vista quella che cosa si è messa addosso? Avresti mai il coraggio di andare in giro conciata così?
Partiamo dal presupposto che ognuno si veste come gli pare. Almeno su questo, abbiamo ancora libertà di decidere.
Essere sottoposti continuamente al giudizio di altre persone fomenta la perversione di molti individui per vestiti ancora più appariscenti, andando incontro ad una lotta senza tregua con chi è “di tendenza”. La moda è una di quelle invenzioni che determina non solo l’abito del monaco, ma anche il suo pensiero. Sì, perché se pensiamo che seguire delle linee guida stilistiche sia solo vanità o trend, sbagliamo di grosso. Omologarsi a tante altre persone, meglio se famose, rende tutti più uguali. E chi non può permetterselo? La moda pensa anche a questo. Ci sono i grandi marchi, per chi ha il grano, e le etichette di serie b per la plebe. Stessi modelli, prezzi diversi. Così il ricco fa sfoggio dei suoi accessori e il popolano dell’emulazione economica di quello che ha il facoltoso. Tutti contenti, nonostante la differenza sociale sia stata mantenuta inalterata. Anche in questo caso, il mercato gestito da aziende che sfruttano donne e bambini per cucire abiti su misura per occidentali desiderosi di apparire e uniformarsi è pienamente soddisfatto.
Geni!

Che auto possiedi?
Uno dei requisiti indispensabili da rispettare per non sentirsi da meno è l’acquisto di un’auto che possa produrre abbastanza CO2 da poter reggere il confronto con i suv degli impotenti danarosi. È tutto rateizzabile in comodissime rate di 10 anni affinché nessuno si senta escluso. Osservare turbo scatolette in fila sulle strade di città è l’immagine simbolo di una società statica che aspetta il momento in cui un asteroide possa porre fine a tutto. Si possono scrutare dovunque Porche Cayenne e Mercedes superaccessoriate in coda su tratti urbani mentre sono belamente superate da pedoni e biciclette: ciò la dice lunga sull’intelligenza alla quale siamo costretti ad assistere. Se non possediamo un auto, quindi, siamo dei poveracci che arrivano a destinazione senza incolonnamenti estenuanti. Soprattutto, siamo persone che non pagano tasse, mutui e assicurazioni. Oltre a non avere sempre costante timore di parcheggiarla in posti dove potrebbero multarci o rimuovere o urtare la nostra scatoletta a rate.
Autodistruzione.

“La tortura è stata abolita in Europa solo perché la vita moderna lo è diventata” – Carlo Dante

 
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