Cybercrime: situazione preoccupante a livello globale, lo sostiene il Rapporto Clusit 2014

In forte aumento il Cybercrime. Lo sostiene il Rapporto Clusit 2014 sulla sicurezza informatica, che delinea una situazione preoccupante a livello globale. Oltre al Cybercrime, tra i fenomeni più significativi emersi nei primi sei mesi del 2014, c’è la crescita del fenomeno dell”hacktivism’ 29%, cioè “gruppi antagonisti di varia natura che realizzano attività di disturbo sul web”, sempre più di estrazione non occidentale.nei primi sei mesi del 2014 che rappresenta ormai il 60% degli attacchi analizzati (era il 36% nel 2011). A farne le spese sono soprattutto il settore governativo (26%), i servizi cloud e i Social Network (12%).

Nel 2013 – spiega il Rapporto – sono stati classificati come “gravi ed analizzati” 35 attacchi di dominio pubblico contro bersagli italiani: rappresentano il 3% del campione complessivo di 1.152 incidenti del 2013. Nel primo semestre 2014, invece, sono stati rilevati solo 7 attacchi gravi su 437 (1,6%). “Ad oggi un numero troppo basso per produrre statistiche significative”, sottolinea Andrea Zapparoli Manzoni, co-autore del rapporto insieme ad una decina di esperti.

I criminali informatici stanno sviluppando minacce informatiche più complesse.

Relativamente ai dati italiani, il rapporto evidenzia che più del 70% degli intervistati ritiene che gli investimenti nella sicurezza non siano sufficienti, nonostante la spesa sia in linea con quella delle altre realtà globali, in media intorno al 3% del budget destinato all’ informatica.

Gli utenti e le aziende sono sempre più connessi, moltiplicando i rischi di attacco da parte di criminali, attivisti politici e istituzioni governative “nemiche”. Non si tratta più di combattere virus, adware o qualsiasi tipo di germe applicativo dannoso al pc ma di difendersi da pericoli molto più gravi come l’’intercettazione di documenti sensibili, il furto di brevetti, lo spionaggio industriale, il furto di dati relativi ai clienti, addirittura le informazioni circolanti nei sistemi di assistenza e dialogo con la clientela, infine l’ingerenza politica e il monitoraggio delle attività personali e dell’aziendali a fini di dolo.

L’unico dato positivo del rapporto riguarda una maggiore consapevolezza del rischio, anche se spesso non si è capaci di inquadrarlo chiaramente. Le aziende si prestano più volentieri che in passato all’analisi della sicurezza delle proprie infrastrutture informatiche e dei device forniti ai propri dipendenti e adottano più frequentemente sistemi di simulazione simili ai war games di impronta militare.

Il mese delle sicurezza informatica è una campagna dell’Unione Europea supportata in tutti i 27 Paesi membri, che si tiene durante tutto ottobre per promuovere tra i cittadini la conoscenza delle minacce informatiche e dei metodi per contrastarle. Il rapporto Clusit è stato redatto da un team di esperti italiani. Sara’ presentato domani in occasione del Security Summit di Verona, evento organizzato dall’agenzia Europea per la sicurezza informatica ENISA, con il supporto per l’Italia del Clusit.

Condividi questo articolo: 

Altre Notizie