Disastri italiani, il pericolo igienico-sanitario nelle scuole

I comuni, per ridurre i costi, esternalizzano diversi servizi. Cosa comporta tutto ciò? Responsabilità municipale limitata e una gara votata al ribasso per la concessione dell’appalto.
Capita, quindi, di dover assistere all’esecuzione delle pulizie da parte di una sola persona che, in un’ora e mezzo, deve ripulire un edificio di 3 piani e 15 aule.
Comprenderete che la qualità del lavoro svolto non può essere adeguato. Non per colpa dell’operatore al quale si chiede l’impossibile, considerando anche la misera retribuzione che gli spetta, sempre in nome del risparmio da parte degli enti comunali (che non esitano nel pagare cene extralusso o viaggi ingiustificati).
In 90 minuti, una sola persona non riesce realisticamente a igienizzare aule e bagni di una scuola.

Così, quando la mattina suona la campanella, qualche classe sarà nella stessa condizione del giorno prima o di quello prima ancora (se tutto va bene).
Inutile sottolineare come questa pratica possa risultare alquanto insidiosa per bambini e insegnanti.
Il pericolo maggiore, però, deriva dalle procedure di igienizzazione dei sanitari. Mancando forza e tempo lavoro, il rischio di ritrovarsi un bagno che sia quello del peggior motel del Nebraska non è poi così remoto.
Più volte sono state chiuse provvisoriamente istituti scolastici nei quali si riscontravano diverse infezioni (scabbia, ad esempio) dovute a scarsa igiene che colpiscono maggiormente i bambini.

Nessun provvedimento, inoltre, è stato intrapreso a livello didattico.
Potrebbe funzionare un programma di prevenzione con lezioni tematiche che possano illustrare ai discenti l’importanza di una corretta igiene personale e spiegare loro che non servono fiumi di detergenti iperinquinanti. Insegniamo loro un po’ di buonsenso e le esatte procedure di pulizia. Solo così potremo ottenere dei risultati.

Un’altra questione delicata è l’assunzione di personale non qualificato. Purtroppo, per il periodo che stiamo vivendo, le persone sono spinte a cercare impiego anche in un settore non di loro competenza, pur di racimolare qualche soldo. Un cittadino che ha lavorato da artigiano una vita intera non sarà particolarmente ferrato sulle modalità di igienizzazione dei locali scolastici. L’impegno non si discute, ma in 1 ora e 30 minuti risulta difficile anche per chi è del mestiere. Figurarsi per chi non lo è.

Eppure, la soluzione a questi spiacevoli episodi che, con l’aggravamento della crisi, sembrano in aumento esiste.
I comuni dovrebbero cessare di esternalizzare ogni servizio. Le giunte si nascondono dietro alla riduzione dei costi e alla liberalizzazione del mercato. Intanto, concedono i servizi a chi costa meno, non a chi offre qualità. Senza contare che i lavoratori in appalto sono, di conseguenza, pagati esiguamente per le prestazioni che offrono e penalizzati da condizioni lavorative poco dignitose, anche per mancanza di strumenti adeguati per effettuare le pulizie.

Come si può pretendere di avere un servizio decente con quadro del genere?

“Sarà un grande giorno quello in cui la scuola prende dallo Stato tutti i soldi che vuole e l’esercito e l’aviazione devono organizzare una vendita di torte per comprare bombardieri”.

 
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