Il disastro di Genova: è tutta colpa di Grillo

Dopo le esondazioni di Genova e di Zucconi, la quantità di fango che continua ad invadere le nostre menti è sempre più incontenibile. Scorrendo nei commenti di diversi siti di “informazione”, ci siamo focalizzati sui commenti dei lettori alla notizia della visita di Beppe Grillo a Genova post alluvione. Buona lettura.

L’utente ConteZero76, dall’alto della sua immagine del profilo con il Che, commenta: “Ovviamente Grillo queste cose non pensate a tavolino (le telecamere e la scorta erano lì per caso) le fa sempre in un orario tale da finire in diretta sui TG nazionale”, riferendosi alla registrazione video dei giornalisti sulla sua presenza a Genova.

Resegone (no comment sul nome) si domanda: “Ma a Parma non va perché c’è l’ormai nemico Pizzarotti?” alludendo ad alcuni disagi avvertiti nella città ducale.

Ancora il nostro asso ConteZero76 che evacua così: “Andare nella città ancora in ginocchio ad urlare “il sindaco si deve dimettere” anziché aiutare a ripulirla (o anche solo stare zitto davanti al dolore di chi ha perso tutto) da la dimensione dell’uomo”.

LucaS888 si inventa un’elezione che non c’è dicendo “Anche grillo ormai è sempre più un politico buono solo a fare campagna elettorale”.

Andrea ricompone i pezzi e sentenzia: “Ma non era colpa dell’euro ? Grillo ha completamente perso la grazia del signore. E’ la fine.” andrea6903 tuona deciso: “Ha ragione Renzi a non andare. Non ne possiamo più di capopopoli che vanno a trebbiare il grano, sorvolano le new town e vanno a spalare. Fate il vostro mestiere in Parlamento a dare delle normative utilizzabili, e, soprattutto, mettete gente nelle istituzioni che sappiano cos’è organizzare il lavoro, farlo eseguire e valutarne i risultati. Di urlatori, demagoghi e bambini che urlano non ne possiamo più”.

Batave se la prende con i 5 stelle “Tutto il mondo grillino su Repubblica a parlare male di questo giornale. Andate a spalare non solo a Genova ma a Parma, in tutta Italia, datevi da fare se cercate lavoro si parte da li dalla solidarietà e non urlare scemenze e idiozie. Il suo battaglione di milioni che lo hanno votato andassero a spalare e mettere in sesto il paese.”

19carlo56 non ci sta ed erutta. “Siamo dalla stessa Parte?!?!?! Tu c’hai la ferrari, la piscina, le ville … e non hai mai fatto un’ora di lavoro in vita tua. Ti manderei in una miniera in Angola buffone. Credevi di venire a Genova a fare le tue cialtronate sulla pelle degli alluvionati!”

La chicca delle chicche la regala Nichi Vendola. “Non è un #grillo. È solo uno sciacallo. #AlluvioneGenova”. Sono meravigliosi.
Cerchiamo di analizzare queste uscite, prima che intervenga uno bravo.

Trovare il capro espiatorio in un personaggio che, per quanto possa starci sulle scatole, risulta estraneo alle esondazioni che hanno colpito Genova, è come dare la colpa a Renzi per le promesse che non mantiene o per le boiate che fa dopo che gli italiani lo hanno incensato a furor di popolicchio. È semplicemente ridicolo.
Ciò avviene per semplici motivi.

L’inefficienza dell’amministrazione comunale, regionale e statale, in collaborazione con la pochezza morale della classe politica attuale, trovano un certo ringalluzimento da episodi come la visita di Grillo a Genova (sua città natale per chi non lo sapesse). Mediaticamente passa il messaggio che il leader del Movimento sia andato lì per paraculismo (poteva, in effetti, dare qualche vangata visto che c’era) e non per sincerarsi delle condizioni in cui versa la sua città.

I guardiani del Palazzo hanno omesso, accuratamente, il fatto che lui abita lì e che aveva promesso (il giorno dopo il disastro) di andarci con i parlamentari che stamane erano una decina a spalare fango con i cittadini. Alle rimostranze di un genovese arrabbiato più che con lui con chi li ha lasciati soli, tv e giornalai hanno riempito le loro prime pagine con “Grillo contestato a Genova”.

La maggior parte delle persone che hanno commentato sui vari siti, come abbiamo visto, si è subito scagliata ferocemente contro il comico accusandolo di tutti i mali dei quali è affetta l’Italia. Non riusciamo ad essere obiettivi, noi italiani. Dobbiamo sempre dimostrare di essere tifosucci di squadre di terza categoria per sentirci patriottici e scrivere la nostra opinione che conta quanto l’onestà per i politici. Beppe Grillo è un personaggio sui generis per la politica italiana. La sua inesperienza (in concerto con la sua verve) la paga con una comunicazione che rasenta l’autoflagellazione. Infatti, gli italiani scelgono chi comunica meglio, anche se non dice niente o prende per i fondelli.

L’opinione pubblica è soggetta, spesso e volentieri, al telepilotaggio. Questo implica l’acquisizione di un’opinione su una persona che non corrisponde a quello che si pensa realmente, ma riflette ciò che viene somministrato, giorno dopo giorno, da un’informazione che è strumento della politica e non sentinella del potere. Il sindaco della città è Marco Doria (PD) e il presidente della regione Liguria è Claudio Burlando (PD). Se proprio cercate dei responsabili, chiedete loro informazioni sulle misure che sono state prese in seguito alle esondazioni del 2011.

Matteo Renzi (PD), da un documento ufficiale che circola in rete, era a conoscenza dei rischi che correva la città ligure.

Niente è stato fatto. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. Fino ad allora, la colpa è tutta di Grillo.
“L’informazione è cresciuta più velocemente della cultura. In questo senso la propaganda ha più chance di prima” – Georges Brassens

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