Ebola torna a far paura, scatta l’allarme rosso negli aeroporti europei

Lanciato l’allarme contro il rishio ebola: sono stati messi in allerta gli aeroporti europei, dove avvengono i principali scali degli aerei provenienti dall’Africa: Parigi, Bruxelles, Madrid, Francoforte e Lisbona sono sotto stretta sorveglianza e chi atterra viene visitato e tenuto in osservazione.

Analogamente, nel Continente Nero, molte compagnie aeree richiedono il certificato medico prima di avviare l’imbarco dei passeggeri. Il codice rosso arriva dopo gli eventi degli ultimi giorni in cui s’è visto un progressivo avanzamento della malattia dai villaggi africani alle grandi città, mentre di solito rimaneva circoscritto alle aree rurali. Dalle metropoli, dunque, potrebbe facilmente arrivare in altre parti del mondo. L’Oms dichiara che ci troviamo di fronte a un ceppo particolarmente aggressivo, letale nel 90% dei casi; più virulento, dunque, dei ceppi che lo hanno preceduto anni fa. Peraltro non esiste cura e in caso di infezione si può solo sperare nell’auto-guarigione.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in un intervista rilasciata Repubblica – ha dichiarato – “In Europa i controlli su chi viaggia in aereo dovrebbero essere più stringenti. E’ necessario che le procedure adottate sui voli e negli aeroporti ci diano una maggiore certezza dei giri che fa chi arriva dai Paesi a rischio”.

“Chiedo che l’Europa intervenga e decida cosa fare. Adesso stiamo attuando i protocolli dell’Oms e informiamo i passeggeri che arrivano da paesi dove è in corso l’epidemia, i quali alla partenza dovrebbero essere controllati. Ma se queste persone non hanno sintomi dell’Ebola noi non sappiamo niente di loro”.

“Il livello epidemico – risponde il ministro – sta aumentando e presto crescerà il numero dei occidentali impegnati in Africa per combattere l’epidemia” -e sottolinea – non ci dimentichiamo che in Italia, a Roma, ci sono la Fao e altre organizzazioni internazionali, dove circolano numerose persone che si muovono continuamente anche attraverso Paesi a rischio”.

Per quanto riguarda il nostro Paese, “escludo assolutamente – dice Lorenzin – la possibilità che si possa verificare un’epidemia da noi”, ma “il caso sporadico non si può escludere nel futuro”. E rassicura sui servizi di assistenza in Italia “siamo tra i primi al mondo,tutta la rete delle malattie infettive è ottima”,conclude il Ministro.

La diffusione del virus Ebola ha innalzato i livelli di nervosismo all’interno dell’industria aerea, spingendo verso il basso la fiducia degli investitori con i prezzi delle azioni dei vettori globali che sono precipitate del 4 % il mese scorso.
L’International Air Transport Association ha riferito della crisi nel suo ultimo monitoraggio finanziario, attribuendo la colpa alle ” preoccupazioni degli investitori per la diffusione dell’Ebola”.

“I vettori in tutte le regioni hanno registrato un calo del valore delle azioni, ma le compagnie aeree in Nord America e Asia hanno sperimentato il maggiore declino”, dice il rapporto che viene portato all’attenzione anche in Italia da Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che segue l’evoluzione dell’epidemia e dei suoi effetti sin dall’inizio dello scoppio. “Nonostante la debolezza di questo mese, i prezzi delle azioni delle compagnie aeree del mondo sono in crescita del 11 % finora quest’anno”. Il rapporto IATA ha coinciso con la notizia del primo caso europeo di Ebola . Com’è ormai noto, un’infermiera quarantaquattrenne spagnola ha contratto il virus mortale, durante il trattamento di un sacerdote missionario a Madrid dopo essere stato evacuato dalla Sierra Leone.
L’infermiera è ormai in “condizioni stabili” in ospedale, secondo quanto annunciato dal ministero della salute della Spagna.

 
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