Enoterapia o vinoterapia, la rivoluzione del benessere

Pampini e acini, Dioniso ne sapeva qualcosa, e tanto ne sapevano le Baccanti, sue seguaci al grido di “Euoi” o meglio “Evoè”. Sorprendenti sono i benefici dell’uva per la pelle e il benessere del corpo.

Ormai è noto che gli acini d’uva sono ricchissimi di sali minerali, di vitamine e di oligoelementi. Ecco perchè è entrata nella cosmesi e soprattutto nelle Spa, dove il benessere regna sovrano. I vinaccioli e le foglie della vite rossa si rivelano dei potenti antiossidanti. Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

I vinaccioli, nome proprio dei semini dell’uva, sono una fonte di principi attivi davvero stupefacenti, i polifenoli o OPC, di cui la nostra pelle è golosa. Sono infatti eccezionali nel catturare i radicali liberi, i famosi responsabili dell’invecchiamento. Alcuni studi hanno messo in luce che i polifenoli sono diecimila volte più attivi della vitamina E nell’aiutarci a lottare contro le rughe.

L’uva contiene un principio miracoloso che aiuta a migliorare la grana della pelle: il resveratrolo, che in pratica è la quintessenza dell’uva e stimola le difese della pianta, permettendole di rigenerarsi. È un prezioso alleato anche per la pelle, poiché stimola il rinnovamento cellulare (+ 24 %) in tutta dolcezza: molte buone ragioni per eleggerlo a nuovo must in fatto di bellezza.

Ma anche ciò che si ricava dall’uva è altrettanto benefico: il vino, che è una fonte importante di polifenoli, oggi impiegato sempre di più in cosmeticam, che si è lanciata sulla novità, ma in punta di piedi, e a ragion veduta: i polifenoli, infatti, sono molto fragili e si ossidano rapidamente a contatto con l’aria, perdendo buona parte della loro efficacia, senza contare il costo del prodotto, che frena non poche ditte. Facciamo un esempio: una tonnellata di vinaccioli fornisce 1 kg di polifenoli… Non è difficile immaginare perché i prodotti che li contengono sono così cari! Ma si sa, per fermare il tempo si venderebbe l’anima al Diavolo e non ci si ferma, anche perché i risultati sono davvero positivi: “i polifenoli assimilati per via cutanea proteggono l’elastina, il collagene e il tessuto connettivo della pelle, producendo un ringiovanimento immediato”. Si possono quindi utilizzare per un effetto liftante che risvegli la nostra bellezza; usandoli in sinergia con degli integratori alimentari, anch’essi in grado di favorire l’attività cellulare.

E poi oggi c’è la “talassoterapia” a base di vino, ma io la chiamerei “enoterapia”, in tutte le sue forme. Nella Spa si possono torvare bagni nelle vinacce per la circolazione o impacchi al lievito di vino… Qui si sceglie addirittura il vitigno, Cabernet, Merlot o Sauvignon, ai quali viene associata acqua di fonte ricca di minerali e oligoelementi, per rendere ancora più efficace l’azione del vino. Ma le proprietà cosmetiche variano davvero da vitigno a vitigno? Le proprietà antiage sono pressappoco identiche, è l’aspetto polisensoriale a prevalere. Ecco un altro punto di forza del luogo: dietro la parola polisensoriale si nasconde una vera e propria ode ai sensi: i trattamenti, anche i più classici, vengono inseriti in vari rituali di massaggi, i profumi coccolano l’odorato, il piacere di abbandonarsi alle sensazioni è un vero elemento motore della bellezza.

Io vado a rispolverare i vecchi libri di greco, dove ben sono descritti i rituali bacchici, sia mai che riesca a trovare la formuletta per trasformarmi in baccante.

 
Condividi questo articolo: 


Altre Notizie