Esami inutili: quando si perdono tempo soldi e salute, ecco quale evitare

L’eccesso di cure mediche,analisi e farmaci se troppo applicate, possono avere conseguenze nefaste in diversi ambiti: costi che lievitano, medici e personale impegnati più a lungo, allungamento delle liste di attesa anche per chi di quegli esami avrebbe davvero bisogno. Uno spreco di tempo e denaro. Talvolta con effetti controproducenti: alcuni esami, quando inappropriati, possono provocare seri danni alla salute. Secondo una recente inchiesta di Altroconsumo, l’accesso alla diagnostica fai-da-te grazie alle offerte online, attraverso i siti di couponing è risultato essere un altro canale, nuovo e a portata di click e può indurre alla diagnostica inutile.

Quindi…come fare? Fare di più non significa fare meglio è un progetto promosso dall’associazione Slow Medicine, con la partecipazione di Altroconsumo. Lo scopo: portare i medici e i pazienti a scegliere con maggiore attenzione, discutendone insieme, le cure e gli esami da prescrivere.

Un’analisi o un trattamento non necessari possono esporre il paziente a rischi inutili, in misura molto maggiore di quanto non siamo abituati a pensare. Ma non si tratta soltanto di sprechi: bisogna avere molto chiaro che una cura o un esame non motivato, anche il meno invasivo, per il cittadino è un inutile rischio per la salute.

  • Un esame può essere dannoso. Non tutti gli esami sono privi di rischi: le radiografie, per esempio, comportano l’esposizione a radiazioni ionizzanti, qualcosa cui non è ragionevole sottoporre l’organismo se non c’è un motivo davvero valido.
  • Tutti gli esami possono dare esiti sbagliati. Sia perché non identificano un disturbo (falsi negativi), sia perché lo identificano quando non c’è (falsi positivi). Questo può creare una catena di conseguenze dannose: nel caso dei falsi positivi, ad esempio, una serie di nuovi esami inutili, con tutte le ansie, i rischi e le spese conseguenti.
  • Può succedere di trovare disturbi che sarebbe stato meglio non curare. Un aspetto su cui si riflette troppo poco è quello della sovradiagnosi: un esame può infatti portare a trovare (e trattare) una malattia che non avrebbe mai dato fastidio. L’esempio più classico è quello dello screening del PSA, che identifica e spinge a curare tumori della prostata che non avrebbero mai fatto danni, trasformando in malati uomini che senza lo screening sarebbero stati considerati sani.

 Alcune pratiche mediche a maggior rischio di eccesso:

    • Insonnia: troppe benzodiazepine agli anziani
    • Bruciori di stomaco: farmaci solo nei casi più gravi
    • Mal di schiena: la risonanza solo quando serve
    • Antinfiammatori: meglio usarli con prudenza
    • Radiografia al torace: non prima di tutti gli interventi
    • Antibiotici, mai di routine

Se il medico fosse capace, ad ogni incontro col malato, di creare un’atmosfera di fiducia e collaborazione e, attraverso un’informazione precisa e corretta, delineare un percorso da effettuare insieme, vedremmo rapidamente crollare l’inutile aggravio della spesa per il Servizio sanitario, che alla fine viene pagato da tutti, sia in termini di tasse maggiori, sia in termini di tagli a misure di assistenza a volte necessarie.

 
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