Estate 2014, più cani abbandonati: se ne contano 22mila

Le campagne di informazione che circolano alla radio, in tivù, sui giornali non sono servite a niente: i cani abbandonati sono stati 22mila nel solo periodo estivo. Un’ estate non solo fredda per via del cattivo tempo atmosferico, ma fredda anche per la triste cronaca nera che ha come protagonisti gli sfortunati fido. In soli quattro mesi, da giugno a settembre, il numero di bau bau orfanelli è stato ben superiore in relazione ai dati dell’estate 2013, dove i cani abbandonati erano meno di 20mila.

Duemila in più non sono briciole, ma segnalano una vera e propria emergenza abbandoni. La campagna di sensibilizzazione non ha portato frutti, è stata un flop, vince ancora una volta l’inciviltà. I comuni, sempre più, si trovano ad affrontare l‘emergenza canili sperimentando soluzioni nuove, come quella degli incentivi economici a chi adotta i cani. Si tratta di un’ iniziativa il cui tam-tam è rimbalzato su tutta la penisola contagiando molti comuni sia a nord che a sud. Alcune città hanno scelto di applicare l’esenzione dalla Tari per i cittadini generosi che accoglieranno un fido trovatello, altri comuni, invece, concederanno sconti, sempre di tasse, di varia tipologia.
Per il comune, l’esenzione di qualche tassa è comunque vantaggiosa poiché i costi annuali di gestione di un solo cane sono più alti dell’entrata ad esempio relativa alla Tari per una famiglia media.

I dati riguardanti i 22mila abbandoni provengono dall’“Associazione italiana Difesa animali e ambiente” (Aidaa). E’ stato l’accurato monitoraggio di 100 canili del territorio nazionale che ha permesso di stilare la triste statistica nera.
”Se da una parte è diminuito di circa il 15% il numero di cani abbandonati in città- commenta Aidaa – si è invece registrato un incremento dell’11% dei cani portati o abbandonati fuori dai 1000 canili o rifugi italiani durante la scorsa estate”.

Le regioni che hanno vinto la maglia nera poiché hanno fatto registrare il maggior numero di animali portati in canile sono state la Puglia, la Toscana (dove abbondano i cani da caccia), seguite da tre regioni del nord, Lombardia, Piemonte e Veneto. Le regioni con il minor numero di entrate in canile sono state Basilicata, Friuli e Valle d’Aosta.
Un’Italia che per quanto riguarda gli abbandoni è molto omogenea, non si rilevano due velocità. Nord e sud sono uniti, “se la giocano” in questo infelice testa a testa. C’è chi sostiene che i cani siano i migliori amici dell’uomo? Provate a chiederlo ai poveri 22mila.

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