Il famoso relitto di Antikythera restituisce ancora più tesori

I tesori ritrovati dopo un antico naufragio nel Mediterraneo suggeriscono che i membri dell’equipaggio che viaggiavano su una voluminosa nave abbiano incontrato una morte violenta a causa di una tempesta e i resti si siano sparsi in un’area molto più grande di quanto si pensasse.

Una gamba di un letto ornato, una brocca intatta e una lancia gigante di bronzo sono tra i reperti rinvenuti dagli archeologi nel famoso relitto Antikythera nel Mar Egeo. Il sito di 2.000 anni è più conosciuto perchè trasportava un meccanismo di navigazione intricato, il meccanismo di Antikythera.

Il tesoro ritrovato suggerisce che il bottino fosse molto più ricco, sostiene Brendan Foley, un archeologo marittimo presso il Woods Hole Oceanographic Institution in Massachusetts e co-direttore del team di ricerca. “Favacillare la mente, pensare a cosa potrebbe esserci laggiù,” dice.

La lancia, che misura 2,1 metri di lunghezza, 6 centimetri di diametro e pesa 10,3 kg, è troppo grande e pesante perchè sia stata un’arma; i ricercatori ritengono che facesse probabilmente parte di una statua. (Gambe, braccia e altri pezzi di sei-otto statue in bronzo sono stati trovati nel sito nel 1901, insieme a più di 30 statue di marmo, che ora sono ospitate presso il Museo Archeologico Nazionale di Atene.)

La squadra, con i ricercatori della Woods Hole e l’Eforato delle antichità subacquee di Atene, hanno avuto solo cinque giorni di bel tempo durante la stagione di scavo durata 23 giorni, che è terminata il 7 ottobre. Ma questo è stato sufficiente per capire che il relitto copre circa 300 metri di fondale e che la nave era probabilmente un esemplare lungo 50 metri , piuttosto lungo rispetto ai 37 metri segnalati per le navi di quel periodo.

“Questa è una dimensione piuttosto pesante per un vascello,” dice John Huth, un fisico all’Harvard University di Cambridge, Massachusetts ed esperto in tecniche di navigazione antica. Le persone non avevano ancora capito come fare vele a forma di ala che ha permesso la navigazione a vela, quindi trasformare una tale nave e per giunta di quelle dimensioni avrebbe richiesto un titanico lavoro da vogatori, dice Huth. Una pericoloso fine su mari tempestosi non è così sorprendente. “Di sicuro nonsarà stata molto agile,” afferma.

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