La foca monaca Adriana che giocava coi turisti è morta, era l’ambasciatrice della sua specie in estinzione

Il pinnipede apparteneva alla specie tra le più rare del mediterraneo: la foca monaca. La popolazione nell’intero Mare nostrum ammonta a soli 500 individui, è sull’orlo dell’estinzione. L’esemplare in questione nuotava da molti anni nelle acque istriane, vicino alla città di Pola, ed è stato ritrovato morto lo scorso fine agosto.

Si tratta di una foca ben conosciuta, frequentava l’area dal 2006, i turisti l’avevano chiamata tempo fa Adriana. Adesso nell’autunno della città di Pola si sente la mancanza di questa simpatica foca amica dei bagnanti. L’autopsia ha confermato che è morta per causa naturale, di vecchiaia. Aveva già compiuto oltre vent’anni.

Soffriva da oltre un anno di una grave patologia respiratoria, nelle ultime settimane mostrava i segni di deperimento, ma l’intervento dei veterinari, suggerito dagli esperti, era stato fortemente sconsigliato perché avrebbe comportato rischi seri e immediati per la sua incolumità. Quasi lo sapesse di essere un’ambasciatrice della sua specie fortemente a rischio di estinzione, Adriana era una foca speciale che, contrariamente all’indole schiva delle foche monache, aveva scelto di interagire fortemente con gli abitanti della zona.

Adriana aveva una straordinaria confidenza con l’uomo, nuotava senza paura con i bagnanti, mostrando la sua agilità di mammifero perfettamente adattato alla vita acquatica. Era sinuosa come una sirena, pinneggiava tra le acque del mare croato, incantando i turisti non abituati di certo a vedere una foca in Mediterraneo. Adriana era un’attrattiva per le spiagge dell’Istria, una vera testimonial per le campagne di conservazione della specie.  Era sorvegliata costantemente, chiunque le facesse del male rischiava una multa salata di 2000 euro ed era necessario starle a distanza di almeno 20 metri.

Adesso le acque di Pola sono tornate più sole, l’incontro con dei suoi simili è un evento fortuito e molto raro. In Croazia resiste una piccolissima colonia, mentre in Italia l’ultima roccaforte era la Sardegna. Tuttavia nel Belpaese la foca monaca non si riproduce più.  Soltanto la continua protezione delle popolazioni attuali, residui infinitesimali rispetto al numero originario, potrà far si che un giorno ritornino a colonizzare le zone del mediterraneo di un tempo, compresa l’Italia.

Un tempo cacciata perché considerata competitrice nella pesca, nonché per la sua pelliccia e il suo prezioso grasso, la foca monaca ha visto progressivamente scomparire spiagge e grotte libere da insediamenti umani in cui poter vivere in tranquillità. La foca mediterranea ha davvero pochissimi spazi liberi, considerando poi la sua bassa natalità e la diminuzione delle prede disponibili, si tratta di una specie che fa fatica a uscire dalla lista nera degli animali in pericolo.

La foca monaca vive praticamente sempre in mare, dorme persino in acqua, tuttavia ha bisogno nel periodo riproduttivo di spiagge isolate con grotte o piccoli anfratti per poter partorire e allattare i suoi cuccioli. Si nutre di molluschi cefalopodi, patelle, crostacei e pesci, soprattutto bentonici. Il suo areale oggi è ridotto in poche isolate colonie in Grecia, nelle isole della Croazia meridionale, in Turchia, nell’arcipelago di Madera, in Marocco e in Mauritania. Consola, tuttavia, che vengano avvistati negli ultimi anni individui in dispersione lungo le coste di quasi tutti i paesi mediterranei.

I maschi adulti sono fortemente territoriali e, nel periodo riproduttivo che coincide generalmente con i mesi autunnali, danno vita a scontri frequenti con altri maschi. Le femmine, sessualmente mature a 5/6 anni partoriscono, dopo una gestazione di 12 mesi, in grotte o spiagge nascoste tra settembre e ottobre.

Danno alla luce un solo piccolo che misura alla nascita 88–103 cm e pesa 16–18 kg. I cuccioli entrano in confidenza con l’acqua dopo pochi giorni di vita, per dodici settimane si nutrono di latte materno, la mamma dopo poche settimane lascia il suo cucciolo per andare a pescare e torna periodicamente alla grotta per l’allattamento.

Adriana, la foca della città di Pola, era ormai una cittadina onoraria, adottata a tutti gli effetti dalla popolazione istriana. I turisti la salutano con nostalgia, con la speranza che un giorno le foche torneranno a vivere in numerose zone del mediterraneo, in armonia con l’uomo, come Adriana ha potuto testimoniare.

 
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