Fotovoltaico e costi di ammortamento un matrimonio duraturo

Oggi è quanto mai necessario investire in energie verdi a basso impatto ambientale e che nello stesso tempo possano concretizzare un buon risparmio energetico. Il fotovoltaico permette di conciliare entrambe le esigenze, ma bisogna sapersi orientare fra le molte e variegate possibilità che offre il mercato. Una delle ragioni principali per le quali si decide di installare impianti fotovoltaici privati è la possibilità di ottenere un risparmio economico nel medio – lungo termine a fronte di una ben precisa domanda: “Quanto mi costa?”.

Dunque in primis non si tratta solo di individuare i componenti, i materiali e le tecnologie più all’avanguardia, ma anche il tipo di impianto più adatto a rispondere ai bisogni e ai consumi di chi usufruirà dell’impianto. All’inizio dunque più che di costo è meglio parlare di investimento, diluito nel tempo, al fine di ottenere benefici in termini di corrente autoprodotta, risparmio economico e naturalmente di miglioramento ambientale.

Ecco quali criteri tenere in considerazione:

-Esigenza energetica

– Costo dell’impianto

-Esposizione dei pannelli

-Tipo di impianto

-Modalità dei consumi (autoconsumo o immissione nella rete energetica)

-Agevolazioni e detrazioni fiscali

In pratica le fasi sono tre:

-investimento iniziale (che è legato al costo dei pannelli solari fotovoltaici e all’installazione

-un periodo di ammortamento dei costi

-un periodo di guadagno netto derivante dal funzionamento dell’impianto negli anni (la durata media di un impianto è di circa 25-30 anni)

Il guadagno è sia diretto che indiretto. Quello diretto proviene dagli introiti degli incentivi e dall’energia “venduta” in rete, quello indiretto arriva dall’autoconsumo dell’energia prodotta: in parole povere risparmiamo perché non compriamo energia elettrica.

E’ grazie al piano di ammortamento che si calcola la redditività di tale tipo di investimento, perché ci permette di fare il bilancio di tutti i costi dell’impianto fotovoltaico e tutti i benefici che apporterà, stimato per un periodo di 20 anni. Affinchè il piano di ammortamento sia quanto più attinente possibile alla realtà bisogna tener conto di alcune variabili:

-variabili economiche (incentivi, prezzi dei pannelli, vendita al gestore dell’energia prodotta, detrazioni fiscali)

-variabili di produttività dell’impianto (dipendenti dalla potenza del medesimo, dall’esposizione sul tetto, dalla latitudine, dalle zone d’ombra)

-dalle modalità di consumo da parte dell’utente e da quante persone ne usufruiscono

Da tenere in considerazione la possibilità di usufruire della DETRAZIONE FISCALE DEL 50% per tutti gli interventi finalizzati al risparmio energetico, ovvero la possibilità di detrarre a livello fiscale, in alcuni anni, la metà dei costi dell’impianto fotovoltaico. La detrazione del 50% VIENE AFFIANCATA al meccanismo dello SCAMBIO SUL POSTO (grazie al quale si ottiene una valorizzazione economica dell’energia prodotta dall’impianto in surplus e immessa in rete) ma esclude l’incentivo del Gestore Servizi Energetici (GSE).

Anche senza usufruire di detrazioni o incentivi, avvalendoci dei benefici del risparmio in bolletta, dopo 10 anni avremo il RIENTRO TOTALE DEL COSTO DELL’IMPIANTO FOTOVOLTAICO.

Ecco un esempio:

Pensiamo ad un piccolo impianto fotovoltaico da 3 Kw installato a Roma, impianto generalmente sufficiente a coprire il fabbisogno medio di una famiglia in Italia.

L’impianto, realizzato senza usufruire delle possibilità di finanziamento, occupa circa 25 metri quadrati di pannelli fotovoltaici su tetto a falda e produce in media 3.900 kwh/anno. Il tipo di convenzione scelto è quello del cosiddetto “scambio sul posto” (ipotizzando consumi utente inferiori alla produzione impianto).

I dati di partenza sono:

-costo impianto: 7.000 euro + IVA 10% , cioè 7.700 euro

-costo impianto effettivo con detrazioni fiscali Irpef al 50%: 3.850 euro

-energia prodotta il primo anno: 3.900 kwh

-energia prodotta in 25 anni: 73.500 kwh (con un calo di prestazioni di circa l’1%/anno)

-energia autoconsumata in sito (stima del 40%): 29.400 kwh

-energia immessa in rete in 25 anni: 44.100 kwh

Il piano di ammortamento deve considerare:

-il risparmio derivante dall’autoconsumo (calcolato a circa 0,23 €/kwh pari al costo medio dell’energia in bolletta)

-gli introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete (0,10 €/kwh per l’energia immessa e 0,14 €/kwh per l’energia immessa e poi riprelevata in “scambio sul posto”)

Ecco gli introiti generabili:

-Risparmio derivante da autoconsumo: 0,23 € x 29.400 kwh = 6.762 € in 25 anni

-Introiti derivanti da tutta l’energia immessa in rete: 0,14 € x 44.100 kwh = 6.174 € (ipotizzando che tutta l’energia immessa venga nel tempo riprelevata)

-Il guadagno effettivo sui 25 anni è di: 6.762 + 6.174 = 12.936 euro

Ipotizzando costi di mantenimento pari a circa 100 euro l’anno e la sostituzione dell’inverter dopo 10 anni il guadagno effettivo scende a circa 10.000 euro.

Dunque:

-costo impianto: 3.850 euro

– stima degli introiti sui 25 anni: 10.000 euro (circa 500 euro/anno per i primi anni di funzionamento dell’impianto)

– tempo di ammortamento impianto: 7-8 anni

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