Gaza, stanziati per la ricostruzione oltre 1,5 mld di dollari

Stanziati per la ricostruzione della Striscia di Gaza 1 miliardo di dollari dal Qatar, 568 milioni di dollari dall’ Eu e all’ ultimo posto gli Usa con 212 milioni. A riferirlo il capo della diplomazia europea Catherine Ashton, alla conferenza dei donatori tenuta al Cairo.

L’utilizzo degli aiuti, ha assicurato il presidente palestinese Abu Mazen, avverrà in modo “trasparente e responsabile”, è stato fatto un passo in avanti per la ricostruzione totale. La guerra di Gaza –  ha dichiarato Abu Mazen – ha causato tragedie che sono difficilmente descrivibili con le parole. Interi quartieri sono stati rasi al suolo e ci sono 90 famiglie che non compaiono più all’anagrafe

“Ho visitato Gaza diverse volte e sono sempre rimasta colpita dalla difficoltà della situazione, ma anche dalla forza della gente. Oltre 1,5 milioni di persone non possono rimanere ostaggio di una questione politica irrisolta”, ha aggiunto Ashton. La gran parte dei 450 milioni europei, ha spiegato “saranno utilizzati per aiutare le famiglie in maggiore difficoltà”.

La Striscia di Gaza ha conosciuto tre guerre, ha patito distruzioni immani e pagato un alto prezzo di sangue. La violenza di Israele “non è più tollerabile”. Lo ha detto il presidente Anp Abu Mazen al Cairo alla conferenza dei donatori per la ricostruzione nella Striscia di Gaza, facendo appello per la fine dell’occupazione della Palestina.

“Se non si raggiunge rapidamente un accordo per la fine del blocco israeliano su Gaza, la maggior parte del denaro raccolto in occasione della conferenza dei donatori globali per la ricostruzione della Striscia resterà ferma in conti bancari per decenni, prima che raggiunga la popolazione colpita dall’ultima guerra”, sottolinea la rete di 17 organizzazioni non-governative attive in più di 100 paesi contro povertà e ingiustizia.

Secondo Oxfam, con le attuali restrizioni a livello di importazioni, ci vorranno più di 50 anni per costruire le 89.000 case, le 226 scuole, le strutture sanitarie, le fabbriche e le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, di cui la popolazione di Gaza ha urgente bisogno.

“I donatori devono fare pressione per porre fine al blocco di Gaza: molti bambini rimasti sfollati saranno nonni quando le loro case e le loro scuole saranno ricostruite”, prevede in una nota Riccardo Sansone, responsabile emergenze umanitarie di Oxfam Italia. Con l’attuale blocco, il governo israeliano sta ponendo severe restrizioni sul passaggio delle merci che entrano ed escono da Gaza, compresi i materiali necessari per la ricostruzione. Nella prima metà del 2014, solo poco più di 1.000 carichi di materiali da costruzione al mese hanno ricevuto l’autorizzazione per entrare a Gaza.

Condividi questo articolo: 

Altre Notizie