Ghiacciaio del Lys sul Monte Rosa, “la biblioteca tra i ghiacci” che sta per essere perforata

Una delle cime più belle del mondo, il Monte Rosa, chissà quanti segreti nasconde sotto i suoi ghiacci, ma ancora per poco: una spedizione di ricercatori porterà a galla quante più informazioni possibili. A 4250 metri di quota la squadra di scienziati organizzata dall’Università di Milano-Bicocca perforerà il ghiaccio per uno spessore di circa 120 metri.

Si tratta del massiccio montuoso più esteso delle Alpi, il secondo per altezza dopo il Monte Bianco, e allo stesso tempo il monte più elevato della Svizzera. Sembra difficile da credere che il nome non sia dato per quelle tinte rosa pastello che regalano un panorama mozzafiato, colorando il massiccio all’alba e al tramonto, ma piuttosto derivi dal termine latino rosia (patois valdostano: rouése o rouja) che significa semplicemente ghiacciaio.

Il punto preciso delle operazioni è il ghiacciaio del Lys, la spedizione dal titolo ‘Perforazione Colle del Lys 2014’, è tutta italiana e il gruppo di ricerca, coordinato dal glaciologo dell’Università Valter Maggi, è formato da cinque persone, tra perforatori e ricercatori.

Il ghiacciaio del Lys si trova sul versante sud del monte Rosa in territorio valdostano. Si estende dal colle del Lys (4248 m), punto d’ inizio, e scende fino a quota 2600 m nell’alta valle del Lys. È uno specchio di ghiaccio contornato da giganti a quattro cifre. Le vette delle meraviglie sono: quella del Lyskamm(4527 m), del Balmenhorn (4167 m), della Ludwigshöhe (4342 m) e della Piramide Vincent (4215 m).

La spedizione Lys 2014 è la perforazione in ghiaccio più profonda mai tentata in Italia. Saranno giornate d’ottobre molto avventurose per il team che ha raggiunto il ghiacciaio con un carico eccezionale di oltre due tonnellate di materiale. Sonde di perforazione, tende, strumentazione scientifica, materiale per il campo, cibo, e tutto quello che serve per sette giorni di permanenza sul ghiacciaio.

Li aspetta una settimana di neve e ghiacci fino al rientro a casa previsto per lunedì 6 ottobre. La spedizione non è un lavoro isolato ma s’inserisce all’interno del progetto NEXTDATA finanziato dal CNR. È un grande progetto al quale collaborano diversi soggetti. Ci sono i dipartimenti di Scienze dell’Ambiente e del Territorio e di Scienze della Terra, dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Università di Milano (Statale), c è l’EV-K2-CNR e infine, il Corpo delle Guide di Alagna Valsesia. Il Monte Rosa rappresenta una biblioteca segreta, costruita nel corso di centinaia di anni. Si tratta di pagine e pagine di storia del pianeta conservate “sotto zero” nei ghiacci stratificati, e che saranno decifrate dai glaciologi per mettere luce ai tanti rompicapo che affliggono le tavole scientifiche dei giorni nostri. Uno fra tutti, i cambiamenti climatici.

Sembra proprio decisivo ripercorrere le tappe della storia del clima sul nostro pianeta per capire nella maniera corretta le trasformazioni climatiche in atto che la cronaca ci riporta. I ghiacciai alpini ad alta quota sono veri e propri archivi d’informazioni capaci di aiutarci a monitorare le attività dell’uomo e a registrare tutti gli eventi atmosferici più rilevanti.
Tuttavia sono i ghiacciai stessi, le vittime dei cambiamenti climatici e a distanza di oltre cento anni assistiamo a un costante ritiro dei ghiacci che mette in serio pericolo la reperibilità di queste informazioni.

Non ci sono biblioteche che bruciano bensì scaffali interi pronti a sciogliersi. Pare davvero che non ci sia più tempo da perdere ed è fondamentale campionare la maggior parte di ghiaccio possibile al fine di ottenere per il futuro mole di dati affidabili ed efficaci.

 
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