Google sta progettando una pillola per diagnosi precoce del cancro

Google sta progettando una pillola per diagnosticare tumori. La pillola conterrà nanoparticelle, grandi meno di un millesimo di un globulo rosso, sarebbero in grado di cercare ed attaccarsi a cellule, proteine o altre molecole all’interno del corpo umano, e sarebbero monitorate con un dispositivo indossabile dotato di un magnete per attrarle e contarle. A spiegare la nuova frontiera della diagnostica è Andrew Conrad, capo del team Life Sciences del laboratorio di ricerca Google X.

Intervenendo alla Digital Live Conference del Wsj, il biologo molecolare Conrad ha spiegato che l’obiettivo è fornire un sistema di allerta precoce per le malattie in modo da intervenire con un trattamento più efficace, trasformando la medicina da reattiva a proattiva. Le nanoparticelle, su cui sono al lavoro oltre cento esperti in discipline che vanno dall’astrofisica alla chimica all’ingegneria elettrica, potrebbero essere somministrate per via orale attraverso una pillola. L’idea è di arrivare ad ottenere microscopici strumenti ricoperti, ad esempio, di una sostanza in grado di interagire con la superficie delle cellule tumorali.

Molti dei miglioramenti nelle percentuali di sopravvivenza al cancro– spiegano da Google – negli ultimi trent’anni sono dovuti alla prevenzione precoce grazie agli screening per il cancro della pelle e ai Pap test. Eppure, per molte patologie non ci sono ancora diagnosi abbastanza buone da aiutare i dottori a scovare nei loro primi stadi, quando sono più vulnerabili alle cure”.

I portavoce dell’azienda statunitense fanno degli esempi: “Il cancro al pancreas è molto sfuggente, solo nel 3% dei casi viene identificato al primo stadio, più curabile. Alcuni tumori ai polmoni sono così aggressivi che uccidono perfino le persone che si sottopongono annualmente ai controlli, crescendo a livello fatale in meno di dodici mesi”. Gli ingegneri di Google sperano di identificare i segnali chimici dati dalle celle quando si ammalano.

Le proprietà magnetiche del materiale presente all’interno di queste particelle permetterebbero all’apparecchio per la rilevazione di attirarle verso di sé generando un campo magnetico. In questo modo le nanoparticelle legate alle cellule tumorali potrebbero essere rilevate e conteggiate. Le nanoparticelle sono solo uno degli studi su cui è all’opera il team di Life Sciences. Tra gli altri progetti ci sono la mappatura del corpo umano per ottenere una ‘fotografia’ più precisa e dettagliata possibile di come si presenta un organismo sano, lenti a contatto smart per monitorare il diabete e speciali posate che controbilanciano il tremore dei pazienti di Parkinson.

 
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