Il Grifone di Genova, dal Friuli ha compiuto un supervolo di 500 km fino alla città in cui è simbolo

Manco farlo apposta, il grifone avvistato in questi giorni in Liguria, volava nei cieli di Genova, la città di cui è simbolo e che nel proprio stemma araldico riporta due leggendari grifoni d’oro. Inconsapevolmente ha scelto una città in cui da sempre è amato. La simbologia è chiara sul grifone: potente animale chimerico simbolo della custodia di ricchezze, di ferocia, di prontezza e di vigilanza guerriera.

Per Genova non ci sono solo scudi e stemmi, ma dalle raffigurazioni si è passati ad un avvistamento in” carne e ossa” che ha dell’incredibile. Il rapace in questione è un giovane nato nella primavera, di età cinque mesi, e che già si dimostra all’altezza di un volo notevole. Ha attraversato tutto il nord dell’Italia dalla regione del Friuli Venezia Giulia fino a giungere alle coste della Liguria.

Di questo grifone sappiamo molte cose, si tratta, infatti, di un esemplare reintrodotto in natura lo scorso 5 settembre e riconosciuto grazie all’anellatura. In meno di un mese di libertà, ha sperimentato nei cieli italiani le sue incredibili doti di volatore percorrendo ben 500 kilometri in pochi giorni. Il suo nome originario è ‘F63’ ma è stato ribattezzato Acale dai fans-birdwatchers di facebook. Acale è un nome che affonda le radici nella mitologia greca, si tratta di un personaggio vittima dell’invidia di Plutone e per questo fatto precipitare dal dio da una torre, ma mentre cadeva, la dea Minerva lo trasformò in una pernice salvandolo dalla morte. Un nome, insomma, in onore della libertà e che è paradigma delle vicissitudini della specie grifone: a rischio di “caduta” nell’estinzione e oggi tornata a volare.
Il progetto di reintroduzione è portato avanti, con notevole successo, dall’Unione italiana giardini zoologici e acquari (Uiza).

Sono stati i volontari del sito di osservazione di Costa Fagaglia a Genova ad avvistare per primi il grifone e a comunicarlo subito agli esperti e ai tecnici dell’Uiza e della riserva naturale del Lago di Cornino.
Si tratta di attivisti della “Rete osservatori liguri” abituati a grandi incontri naturalistici, essendo la Liguria la regione teatro dell’appuntamento d’eccellenza del “Biancone day”.
L’incontro con Acale si va ad aggiungere alla lista discreta di grifoni avvistati da queste parti in passato. La Liguria è crocevia nella rotta migratoria che porta questi maestosi esemplari nelle vicine Spagna e Francia.

Il progetto di conservazione, riproduzione e reintroduzione dei grifoni è un successo grandioso, pochi giorni fa si è potuti assistere alla notizia del loro ritorno negli appennini in Abruzzo, adesso si è testimoni del volo di Acale verso l’occidente. Sembra proprio che i grifoni siano tornati nei nostri cieli a farla da padrone.

Acale sta volando su una delle rotte migratorie più importanti d’Italia, l’averlo potuto riconoscere durante il suo volo è un fatto straordinario. Infatti, le letture di anelli di riconoscimento avvengono solitamente nei luoghi di nidificazione oppure nei siti di alimentazione ma raramente durante gli spostamenti giornalieri.
Chissà adesso dove starà volando o riposando, non resta che attendere l’annuncio di qualche altro fortunato birdwatcher che leggerá F63 sull’anello di identificazione.

L’avvistamento di Genova è stato un colpo di fortuna e un tranquillizzante per gli esperti e appassionati. Il 5 settembre dalla Riserva naturale del Lago di Cornino, il grifone si era diretto verso il fiume Tagliamento ma poi aveva disperso le sue tracce. Nessuna osservazione fino a Genova, neanche dai punti di alimentazione in cui erano stati effettuati dei monitoraggi erano giunti dei risultati. Tuttavia i sospetti che facevano pensare al peggio erano infondati e il piccolo grifone se l’è cavata benissimo.

Il ripopolamento delle Alpi delle due specie ridotte all’estinzione in natura, ossia del grifone e del gipeto, è stato reso possibile solo grazie alla capacità di allevarle in ambiente controllato. Qualche volta l’uomo sa mettere delle pezze agli errori commessi nei confronti della natura e il sostegno dell’uomo alla riproduzione raddoppia la possibilità della conservazione della specie.
La natura ci sorprende sempre e, dove l’uomo non può arrivare, ci consola che il DNA sia più forte dei nostri errori: un grifone nato in voliera e senza alcuna esperienza di volo, è riuscito a percorrere in breve tempo delle distanze elevate e a riprendersi il suo posto nella migrazione.

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