I fossili riportano alla luce un dinosauro con la pancia da “birromane”

Un grande dinosauro bipede, di cui si conoscevano soltanto i fossili delle sue lunghe braccia e alcuni frammenti di ossa isolate si è rivelato essere una bestione gobbo, dal ventre enorme le cui dimensioni sfiorano quelle del Tyrannosaurus rex, come suggerito dal ritrovamento dei fossili in Mongolia. Pochi scienziati avrebbero potuto immaginare, in base alle ossa a loro disposizione, una tale combinazione distintiva di caratteristiche così peculiari.

“Si tratta di una struttura corporea completamente nuova” per tali dinosauri, dice Stephen Brusatte, un paleontologo dei vertebrati presso l’Università di Edimburgo, UK.

Fossili di Deinocheirus mirificus, un mix di greco e latino che significa ‘insolita orribile mano’, furono rinvenuti nell’estate del 1965 nel deserto del Gobi nella Mongolia meridionale. Insieme con alcuni frammenti di costole e vertebre, resti includono un notevole set di guaine della spalla e arti anteriori di 2,4 metri di lunghezza, i più lunghi mai trovati per un animale bipede di ogni epoca (anche se alcuni animali volanti, in particolare gli pterosauri, avevano ali più lunghe).

Alla fine, gli scienziati hanno collocato il Deinocheirus in un sottogruppo di dinosauri teropodi conosciuti come ornithomimosaurs (‘lucertole che imitano gli uccelli’) — che li rende relativamente in stretta parentela con i feroci predatori come T. rex e Allosaurus, dice Lee Yuong-Nam, un paleontologo dei vertebrati presso l’Istituto della Corea di Geoscienze e risorse minerarie a Daejeon, Corea del sud e co-autore dello studio.

Durante le spedizioni nel deserto del Gobi nell’ultimo decennio, Lee e i suoi colleghi hanno riportato alla luce i fossili di 70 milioni anni di due altri individui della specie, da siti vicino a dove è stato scoperto l’esemplare originale del 1965. Quei resti, insieme ad alcune ossa rubate dai bracconieri prima che Lee e il suo team trovassero i fossili, ma che sono state recuperate da una collezione privata, rappresentano circa il 95% dello scheletro della creatura.

Le ossa trovate più recente sono diverse da quelli di altri ornithomimosaurs in modo del tutto inaspettato. La maggior parte delle vertebre spinali hanno una sorta di lame, come proiezioni che si estendevano verso l’alto e che servivano come ancore per una rete di legamenti che probabilmente hanno contribuito a sostenere il peso immenso del ventre della creatura. I ricercatori stimano che Deinocheirus era lungo circa 11 metri e con un peso che si aggirava intorno alle 6,3 tonnellate.

“Questo è sicuramente un animale insolito,” dice Thomas Holtz Jr., un paleontologo dei vertebrati presso l’Università del Maryland a College Park. “Rispetto al votro tipico ornithomimosaur ha una pancia da birromane”, egli suggerisce.

Il Deinocheirus aveva un cranio più lungo di un metro. Anche se la creatura non aveva denti, aveva un becco cheratinico che probabilmente era utilizzato per sradicare la vegetazione tenera. Una mascella inferiore profonda che probabilmente ospitava un’immensa lingua che forse veniva usata per succhiare le piante dal fondo di fiumi e laghi. Il contenuto dello stomaco conservato nei fossili, tra cui si trovano vertebre di pesce e scaglie, suggerisce che il Deinocheirus consumava grandi quantità di prede acquatiche.

Secondo i ricercatori, oltre ai suoi fianchi larghi e a grandi piedi, Deinocheirus aveva dita larghe, che gli permettevano di non sprofondare in sedimenti soffici mentre si nutriva. L’ultimo osso in ciascuna delle sue dita era appiattito e aveva una punta smussata, a differenza di punte affusolate viste nelle dita di tutti gli altri dinosauri teropodi.

Utilizzando i dati raccolti dai fossili, Lee e i suoi colleghi hanno creato un video che mostra come avrebbe potuto essere il Deinocheirus e, più ironicamente, come camminava.

“Questa creatura non era certo strutturata per velocità,” dice Brusatte. “Il che è abbastanza ovvio.”

 
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