In piazza contro la povertà con l’iniziativa “Miseria Ladra”

Domani, Venerdì 17 Ottobre si celebrerà la Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà e per l’occasione il Gruppo Abele e Libera insime ad altre numerose realtà cosiali, associazioni di volontariato, studentesche, cooperative sociali, associazioni cattoliche, hanno datovita ad una campagna “Miseria Ladra” che promuove un sit-in a Roma, proprio davanti a Montecitorio.

Il sit-in si svolgerà dalle 10 alle 18 e la parola d’ordine sarà “Stop alla povertà, diritti e dignità per tutti e tutte”. Durante la manifestazione son previsti interventi dei vari rappresentanti sia delle realtà sociali che del volontariato. In più alcune vittime della crisi porteranno la loro testimonianza.

Una staffetta podistica si alternerà tutto il giorno intorno alle strade del Parlamento con gli atleti che indosseranno le maglie con la scritta Stop Povertà e i numeri della crisi. Alle ore 18.00 l’iniziativa proseguirà presso il Sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, attorno alla “Lapide in onore delle vittime della miseria”.

Giuseppe De Marzo, coordinatore nazionale della campagna Miseria Ladra “Circa 16 milioni di persone pari al 26% della popolazione del nostro Paese vivono in condizioni di povertà. Sul versante occupazionale viviamo una crisi senza precedenti: oltre 3,2 milioni di disoccupati, più del 44% di disoccupazione tra i giovani con punte ben oltre il 60% al sud, 4 milioni di precari. Davanti a questi numeri non c’è più tempo da perdere: è necessario un impegno della politica con provvedimenti strutturali per rendere illegale la povertà nel nostro paese. Senza una lotta concreta, efficace alla povertà non c’è futuro “.

Gruppo Abele e Libera riibadiscono che i dati del 2013 denunciano e confermano un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche e sociali. Aumento della povertà, maggiori ingiustizie sociali ed ambientali, frammentazione della coesione sociale, corruzione, limitazioni e tagli nell’erogazione dei servizi sociali, rendono ancora più macroscopiche le diseguaglianze, favorendo la spirale negativa che riproduce la crisi.

Come evidenziano i promotori dell’iniziativa, il quadro normativo europeo complica ulteriormente le cose. Le politiche di austerità ed i trattati di stabilità e governance hanno inibito la spesa pubblica e in particolar modo quella sociale, considerata come un costo insopportabile.

“I dati, gli studi effettuati, la storia europea e la nostra Costituzione considerano invece la spesa sociale e gli investimenti pubblici non solo un dovere etico-istituzionale ma uno strumento fondamentale per il rilancio dell’economia. Con un obiettivo preciso: rendere illegale la povertà”, concludono.

 
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