L’appello dei produttori italiani: mangiare carne fa bene

Accuse e smentite nei confronti della carne: ormoni della crescita, antibiotici, studi che dimostrano che le proteine della carne fanno male alla salute e via dicendo. Eppure i produttori di carne italiani ribadiscono che la carne non fa male come ormai si dice da tempo come molti studi confermano: niente antibiotici e niente ormoni. Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi), Assocarni (Associazione nazionale industria e commercio carni e bestiame) e Una Italia (Unione nazionale filiere agroalimentari carni e uova) proprio lo scorso mercoledì, hanno presentato un rapporto: “La sostenibilità delle carni in Italia” nell’ambito dell’Expogate di Milano e condotto dalla società di valutazione dell’impatto ambientale Life Cycle Engineering.

In base al rapporto vengono abbattute alcune credenze che si erano radicate sulla carne demonizzandola: per esempio, che la sua produzione inquini moltissimo (eppure ci sono tanto di prove che confermano e straconfermano il contrario) e che il suo consumo aumenti la possibilità di ammalarsi di tumore per via degli ormoni e degli antibiotici che contiene (mi pare di ricordare che qualche tempo fa un servizio ad uno dei tg nazionali fece vedere un allevamento dove si distribuivano antibiotici e ormoni molto allegramente, ma forse ho sognato). Secondo il rapporto l’aumento dell’incidenza di tumori e di patologie croniche come diabete, ipertensione, obesità è dovuto al maggior consumo di cibi pieni di grassi e zuccheri e a una vita sedentaria (cos’è la sagra della scoperta dell’acqua calda?), non a un aumento del consumo di carne.

Ma in Italia il consumo di carne è calato, arrivando in media a 85 grammi al giorno contro i 100 consigliati dal Cra-nut (Centro di ricerca per gli alimenti e la nutrizione). E sull’inquinamento pare ci sia un grosso fraintendimento, infatti secondo gli autori del rapporto: si dice che per produrre 100 grammi di carne si utilizzino 1.500 litri d’acqua (che comunque sono parecchi a mio avviso). «Ma questo valore non considera un aspetto fondamentale, spiegano da Life Cycle Engineering, il 94% di questi 1.500 litri sono costituiti da acqua piovana, che è una risorsa naturale e rinnovabile. Il vero consumo di acqua di falda o fluviale è solo di 70-80 litri per 100 grammi di carne, simile a quello usato per produrre farina». A me pare davvero poco credibile, se si pensa che per aumentare i terreni da pascolo vengono sottposte a disboscamento o deforestazione intere aree di foresta, per non parlare del consumo dell’acqua.

In ogni caso il fine del convegno milanese è stato quello di «riabilitare» la carne come alimento sano, nutriente e sostenibile dal punto di vista ambientale. A spendere una lancia in favore della carne, oltre alle associazioni di categoria, c’erano anche nutrizionisti ed esperti di sicurezza alimentare. Ha detto Ettore Capri, professore ordinario di Chimica agraria all’università Cattolica di Milano e membro dell’Efsa, l’agenzia europea di sicurezza alimentare: “La filiera della carne italiana è senza dubbio eccellente. Innanzitutto da noi gli ormoni per il bestiame sono vietati. E gli antibiotici si usano solo quando è necessario. L’animale produce solo se sta bene: un animale malato non conviene a nessuno, meno che meno al produttore”.

Non solo: “In Italia i controlli sulla qualità sono severissimi. Già quelli previsti dall’Unione Europea sono molto tosti, in Italia si fa di più. Ci sono moltissime regole e una grande attenzione per il “benessere dell’animale”. Quindi se il consumatore compra carne italiana non deve avere preoccupazioni”.

La nutrizionista Evelina Flachi ha ribadito: “La filiera produttiva italiana sta cercando di venire incontro alle istanze di sostenibilità e alle indicazioni sulle proprietà nutritive suggerite da noi nutrizionisti. Tant’è, per esempio, che negli ultimi 20 anni i salumi italiani sono diventati più poveri di sale e grassi e più ricchi di nutrienti. Tutto ciò ci porta a dire che si possono tranquillamente consumare cinque porzioni di carne da 100 grammi l’una alla settimana, tre porzioni di salumi, due di uova, due di latticini e due di legumi, così come indicato dalla dieta mediterranea. L’importante è che sia carne magra”.

 
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