Liberia: Ecco come cerco di tenere i miei figli al sicuro dal virus Ebola

Oritha ha raccontato al WFP (Programma Alimentare Mondiale) come Ebola stia cambiando la sua vita e la vita del suo villaggio. Oritha Dorbor che 11 membri della sua famiglia allargata sono morti a causa di Ebola. Oritha sta facendo del suo meglio per tenere marito e figli al sicuro, ma da quando il suo villaggio è, di fatto, in quarantena, si è dovuta preoccupare di un altro problema: come procurare cibo alla sua famiglia.

Monrovia –  Il villaggio di Mawah, nella Liberia centrale è in isolamento per decisione delle comunità vicine. Senza un accesso ai mercati vicini, le persone del luogo hanno difficoltà a trovare cibo. Quando, a metà ottobre, il WFP ha distribuito cibo nella comunità, la famiglia di Oritha è stata tra le 200 famiglie che hanno ricevuto razioni alimentari per 45 giorni.

La sua famiglia è stata colpita?
Si, 11 membri della mia famiglia sono morti. Mia sorella, mio zio, mia cognata e altri. Fino ad ora, mio marito e i miei figli stanno bene. A Mawah, ci sono stati 27 decessi, altre persone si sono ammalate pochi giorni fa. Dicono si tratti di Ebola, di nuovo. Spero che tutto questo finisca presto.

Quali precauzioni sta prendendo?
Sto molto attenta perche mio marito lavora in una clinica del luogo. Quando torna a casa, non gli lascio toccare i bambini. Prima, si deve togliere i vestiti e metterli a bagno nell’acqua con il cloro. Poi si fa il bagno. Solo allora, può entrare e mangiare.

Che altro?
Non ci può venire a trovare nessuno. Non tocchiamo nessuno. Ci laviamo sempre le mani. Mi porto sempre dietro questa bottiglietta. Vede? Mischio Dettol e cloro e ce lo mettiamo sulle mani.

Cosa fa per proteggere i suoi figli?
Restano a casa quasi tutto il tempo. Si annoiano molto. La scuola è chiusa e non hanno niente da fare tutto il giorno. A volte diventano molto irrequieti, quando succede, metto della musica per cercare di calmarli. Continuo a dir loro : “Non toccate niente, lavatevi le mani!”

Qui sono tutti attenti come lei nel cautelarsi?
Si, tutti. Siamo tutti impauriti. Ha visto? Oggi al centro di distribuzione alimentare avevamo tutti le maniche lunghe, anche se eravamo in pieno giorno e faceva molto, molto caldo. Non vogliamo che la nostra pelle abbia contatti. Quando sono fuori e qualcuno mi tocca per sbaglio gli dico: “Hey, non toccarmi!”
Che cosa ha mangiato di recente?
Riso. Non abbiamo mangiato nient’altro che riso. Ed è praticamente tutto finito. Non coltiviamo molti vegetali da queste parti, quindi non abbiamo nient’altro. È molto difficile. Non c’è nemmeno la frutta in questa stagione.

Che cosa mangiava prima?
Prima della quarantena, avevamo cassava, frutta, carne (di pipistrelli, scimmie e roditori), pesce e verdura. Ma non ci permettono più di mangiare carne e non possiamo comperare pesce perchè non possiamo andare al mercato. Il mercato è nel villaggio qui accanto e ci hanno detto che noi non ci possiamo andare.

Che cosa vorrebbe dire al mondo?
Vi prego, aiutate i liberiani a debellare il virus di Ebola. Abbiamo bisogno d’aiuto. Ha già ucciso alcuni membri della mia famiglia e sta danneggiando la Liberia. Stiamo soffrendo. Ecco, direi questo.

 
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