Le orche parlano il linguaggio dei delfini

Ogni specie vivente ha un proprio repertorio vocale, predeterminato geneticamente che gli permette di comunicare con i propri simili. Vi sono però alcune specie, fra cui l’uomo, che hanno una marcia in più rispetto ad altre: il loro apparato vocale ha la capacità di imitare suoni nuovi e anche di riprodurli al momento opportuno. Si chiama “apprendimento vocale” ed è stata studiata in passato in pipistrelli, alcune specie di uccelli e naturalmente in balene e delfini.

Di recente è stata condotta una nuova ricerca da parte dell’Università di San Diego (California) che ha dimostrato questa capacità è propria anche delle orche. Infatti alcuni di questi cetacei, vissuti a stretto contatto con delfini tursiopi, hanno appreso gli elementi della comunicazione vocale tipici del “delfinese”. Si sono quindi mostrate capaci di un apprendimento vocale interspecie.

Anche le orche (Orcinus orca) comunicano attraverso un complesso repertorio vocale che comprende fischi, click (come per i delfini), ma soprattutto chiamate a impulsi, brevi blocchi di suono intervallati da pause di silenzio. Gli esemplari che vivono nello stesso gruppo producono suoni dalle caratteristiche specifiche, chiamati, con un termine a noi familiare, “dialetti”.

Proprio per questo motivo i biologi marini erano convinti da tempo che questi dialetti fossero appresi, e non determinati geneticamente. Ma a dare loro una conferma di ciò che pensavano è stata una convivenza tra orche e delfini in cattività in un delfinario. I ricercatori hanno analizzato i repertori vocali di 10 orche, 3 delle quali vissute per anni a stretto contatto con alcuni delfini tursiopi (Tursiops truncatus).

I dati hanno dimostrato che il 95% dei 1551 vocalizzi emessi dalle orche vissute per conto proprio è risultato, come prevedibile, costituito dalle chiamate a impulsi tipiche dell’orchese. Ma le orche che avevano convissuto a stretto contatto con i cugini tursiopi hanno emesso molti più fischi e click, suoni caratteristici del linguaggio dei delfini, e meno chiamate a impulsi. Un’orca ha persino appreso dai delfini un particolare richiamo, simile a un cinguettio, che gli addestratori umani avevano insegnato ai cetacei. Il tutto, senza che l’orca avesse mai incontrato i trainer.

Anche le orche quindi, come sostenuto e dimostrato da questa ricerca, dimostrano delle elevate capacità di plasticità vocale, e non solo, ma anche dell’alta motivazione che questi animali hanno nell’apprendere lo stesso tipo di linguaggio degli esemplari vicini.

Capacità queste che potrebbero essere di grande aiuto agli animali in casi di disgregazione dei loro gruppi causati da disastri creati dall’uomo, come perdite di petrolio, uccisioni illegali, cambiamenti climatici e distruzione dell’habitat. La capacità di socializzazione, che passa anche attraverso il linguaggio, si rivelerà vitale nella sopravvivenza di questa specie.

 
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