Progetto “Frutta nelle Scuole”. Educare i bambini (e gli adulti) con l’alimentazione

I plessi scolastici di tutta Italia, dal 2010, possono aderire al progetto “Frutta nelle scuole”.
Secondo una direttiva europea, infatti, è nata, nel 2007, l’esigenza di incentivare in consumo di frutta e verdura da parte dei bambini nelle scuole elementari per fornire un supporto alle corrette abitudini alimentari.
Tutte le scuole interessate potrebbero richiedere l’adesione al programma, nonostante ci siano dei lotti prestabiliti per la distribuzione.
Ogni regione e città regoleranno la fornitura di ortofrutta agli istituti partecipanti, avvalendosi dei produttori locali.

Benché questo progetto sia una delle poche cose buone che si possono constatare nell’ormai bistrattata scuola, alcuni dirigenti scolastici e insegnanti rinnegano l’utilità dell’iniziativa, lasciando che i bambini portino da casa, quasi sempre da negozi o supermercati, le impattanti merendine.
Anche se l’immagine della mamma che prepara lo spuntino al proprio figlio può evocare nostalgia e tradizione, attualmente, purtroppo, i genitori sono talmente presi dai loro impegni da non poter rievocare quotidianamente questa usanza appartenente al passato.
Inoltre, vivendo in un’epoca iperconsumistica, la produzione della merenda fai da te risulta ancor più un’allucinazione. Si comprano pacchi di questa o quella merendina extragolosa e arcidannosa, succhi di frutta con poca frutta e molti conservanti, focacce con il 5% di farina e così via.

Il tutto avvolto in confezioni sgargianti non riciclabili e, quindi, ecologicamente impattanti.
Senza considerare l’aspetto che qualcuno scarta la golosità delle golosità, mentre, chi non può permetterselo o non ha genitori accondiscendenti, mangerà qualcosa di meno gustoso.
I bambini, per la loro innocenza, non invidiano, ma soffrono in silenzio se notano che un oggetto o anche un semplice pasto può creare delle differenze. Non permettiamolo.
Il buon esempio, non dimentichiamolo mai, parte da noi adulti.
Se favoriamo determinate abitudini, non possiamo aspettarci che un giorno nostro figlio avrà un’impronta ecologica bassa o si sentirà superiore agli altri perché ha la merenda migliore.
Sarà il frutto del nostro insegnamento.

L’alimentazione rappresenta sempre più la base per uno stile di vita sostenibile. Questo significa rispetto per l’ambiente, ma anche per chi ci circonda.
Attenuare le distanze cominciando dal cibo è fondamentale.
Quando in una classe mangiano tutti lo stesso frutto, c’è unità. Bisogna caldeggiare le possibilità di coesione, piuttosto che accentuare ancora di più quelle di divisione.
Un giorno, non troppo lontano, ci ritroveremo di fronte un adulto.
Che tipo di uomo si paleserà davanti dipende tutto da noi.

“Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini “ – Dietrich Bonhoeffer

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