Resoconto della settimana – Razzismo, ingiustizie, Renzi, il voto di scambio e l’irresponsabilità di Delrio

In questa settimana, è successo praticamente di tutto. Abbiamo assistito alla manifestazione della Lega in Piazza Duomo a Milano al grido di “fuori gli extracomunitari dal nostro Paese” dimenticando completamente che, grazie a loro, molti imprenditori del nord si sono arricchiti assumendoli con buste paga da fame. Inoltre, tanti di loro (non tutti, causa cattivi maestri ospitanti) contribuiscono al pagamento di tasse che dovrebbero servire a migliorare i servizi al cittadino. Dovrebbero, appunto.

L’esempio dei premi ai dirigenti comunali di Genova per aver lavorato duramente nel prevenire gli effetti degli alluvioni è entrato di diritto nel best del best delle anomalie italiche. Bonus complessivi per oltre 40.000 euro a quattro funzionari, tra i quali spicca Stefano Pinasco indagato per concorso di colpa nei danni scaturiti dall’alluvione del 2010. Che dire… Si premia chi causa morte e danni per milioni di euro. Le nostre tasse sono proprio ben impiegate.

Dirigiamoci ora a Bologna dove si è svolta una manifestazione dei cosiddetti “antagonisti”, che altro non sono che studenti dei collettivi incavolati con le scelte scellerate dei vari governi che si susseguono al comando di questo Paese dove vige l’insensatezza. I ragazzi dei centri sociali protestavano, in corteo autorizzato, contro la lectio magistralis nell’aula magna dell’Università di Bologna di Ignazio Visco, governatore di Bankitalia. Era in corso anche un presidio di Forza Nuova. Come poteva non accadere niente? Le cariche della polizia hanno dato inizio alle danze. Gli scontri, sfociati in guerriglia, erano inevitabili. Una domanda: perché, quando manifestano questi “anarchici”, la polizia risponde subito e con violenza mentre a Milano leghisti, fascisti e razzisti circolavano liberi e impuniti?
Probabilmente, un’affinità elettiva nel modus operandi. Comunque, restiamo in attesa di una risposta che sappiamo non arriverà mai, ma, come si suol dire, chiedere è lecito, almeno per ora.

Domenica scorsa Matteo Renzi è stato l’ospite d’onore di Barbara D’Urso a Domenica Live, sulla rete ammiraglia di Mediaset. Già questa sembra una notizia clamorosa, se non fosse che Berlusconi stravede per Renzi alla guida del suo partito, il PD, pardon Forza Italia. Spesso gli hanno detto che Matteino è di sinistra, ma il buon vecchio Silvio non ha mai abboccato. Oh, aveva ragione lui. Era in quella trasmissione per presentare la legge di Stabilità. Un po come se io andassi a presentare un progetto di ricerca all’asilo. Infatti, come succederebbe in una scuola dell’infanzia, tutti applaudono senza sapere di che cavolo stia parlando. Renzi vede il pubblico caldo e allora spara alto e, diciamolo pure, a cazzo.

Promette altri 80 euro. Stavolta destinate alle neo mamme che partoriranno dal 1° gennaio 2015. Mettendo avanti le mani su un possibile sospetto voto di scambio, afferma tronfio che i soldi sono destinati a bambini che solo a 18 anni potranno votare e, quindi, è in buonafede e non cerca il voto. Matteo, finché si scherza va bene, ma pigliarci così apertamente per coglioni proprio non riesco ad accettarlo. Lui, però, ha scelto la platea adatta per farlo. Almeno in questo, ha avuto buonsenso. Dal buonsenso al consenso è un attimo. Unendo i vari pezzi del puzzle (80€, presenza televisiva fissa, ospitata sulla rete principale del principale, paraculismo di ogni sorta), vien fuori che l’ex sindaco di Firenze sta pensando seriamente (probabilmente lo ha già deciso) ad elezioni anticipate con la sua legge elettorale anticostituzionale. Prepariamoci ad un assalto mediatico del supercazzolaro di Rignano. La staffetta con B. è avvenuta con successo.

Conferenza stampa a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il presidente delle Regioni Sergio Chiamparino, dopo l’incontro tra i due sui tagli regionali previsti dalla legge di stabilità. I due si divertono da matti prima dell’inizio, ignorando i microfoni accesi (già questo basterebbe per definirli “assi”). Ad un tratto, Chiamparino, interroga il compagno di conferenza su chi debba iniziare prima. Delrio senza battere ciglio risponde “Dai, comincio io con banalità, abbi pazienza. Poi però se vuoi continuare tu a me non me ne frega un cazzo”. Già, ha detto proprio così. Un’autorevole figura del governo e braccio destro del premier che mostra, chiaramente, una totale assenza di responsabilità e di rispetto verso i cittadini che rappresenta. Tranquillo, Delrio. Se a te frega un cazzo, figurati agli italiani che t’hanno pure votato. Dormi sereno.

“Il rinvio, simbolo della vita italiana: non fare mai oggi quello che potresti fare domani. Tutti i difetti e forse tutte le virtù del costume italiano si riassumono nella istituzione del rinvio: ripensarci, non compromettersi, rimandare la scelta; tenere il piede in due staffe, il doppio giuoco, il tempo rimedia a tutto, tira a campà” – Piero Calamandrei

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