Rifiuti e città europee: l’Italia ha una buona media

Quando si tratta di rifiuti e smaltimento si aprono tre possibilità: la raccolta differenziata, come fa l’Italia benchè ancora con risultati disomogenei sul territorio nazionale, gli inceneritori e le discariche, oppure l’esportazione all’estero. Se messa a confronto con gli altri paesi o città europee alla fin fine l’Italia non sempre ci perde. Madrid, Roma, Parigi, Londra, Berlino e Vienna sono le città scelte dal meeting Atia-Iswa Italia-Ama per parlare dell’argomento, ed ecco i dati.

Roma risulta essere una delle città leader in Europa per i materiali avviati al recupero con il 38% di raccolta differenziata, al secondo posto dopo Berlino con il 42% di Berlino. Un risultato importante anche a fronte di una produzione pro-capite di rifiuti di circa 610 kg annui per abitante, dato inferiore solamente ai 970 kg di Londra e di molto superiore ai 442 kg pro-capite di Berlino.

“Siamo competitivi e leader quanto le altre capitali europee per quanto riguarda la produzione dei servizi di raccolta e di raccolta differenziata, su questo siamo all’altezza degli altri e in grado di raggiungere gli obiettivi Ue. Ma abbiamo un problema grave rispetto agli altri: la mancanza di impianti industriali necessari a valorizzare i rifiuti per trasformali in risorsa”, spiega il presidente di Ama Spa Daniele Fortini.

“Prima di tutto serve una dotazione impiantistica per lavorare la frazione organica dei rifiuti, quindi l’impianto di compostaggio in cui consegnare i rifiuti organici. Ormai ne raccogliamo 150mila tonnellate l’anno in modo differenziato che siamo costretti a portare in altre regioni spendendo molto perché non abbiamo capacità di trattamento nella nostra regione”.

Va doverosamente sottilenato che in Italia ci sono città che hanno raggiunto obiettivi importanti: Torino e Milano al 41% di raccolta differenziata, Roma sta superando il 38% e si prevede che a dicembre supererà il 40% grazie all’apporto degli altri municipi. Ama e amministrazione capitolina stanno infatti estendendo, in queste settimane, la raccolta differenziata di prossimità (“porta a porta” e stradale potenziata) in altri 3 municipi che consentirà globalmente di servire 1 milione e 840mila cittadini e di avvicinarsi al 50% a fine anno.

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