Rivelati i segreti dell’orologio biologico, presto sapremo quali medicine faranno più effetto e in quali orari

I farmaci assunti nell’orario più adeguato possono dare risultati migliori e meno effetti collaterali. La cronoterapia, una forma di cura che tiene conto dei ritmi dell’organismo per la somministrazione dei farmaci. Da numerosi studi è emerso infatti che somministrare al paziente un farmaco a una certa ora del giorno piuttosto che a un’altra può modificare in maniera sostanziale il risultato del trattamento: diminuiscono gli effetti collaterali e aumenta l’efficacia.

Un team di ricercatori dell’Università della Pennsylvania ha mappato per la prima volta gli orologi biologici che coordinano gli ingranaggi delle cellule e più in generale di tutto l’organismo. Così presto sapremo quali medicine faranno più effetto in quali orari. Una sorta di farmaci a orario, quindi. Il sistema che permetterà di capire il momento migliore per assumere un farmaco è stato battezzato “cronoterapia”. Lo studio è stato stato pubblicato sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti Pnas.

Ogni cellula è una complessa macchina perennemente attiva e composta da una grande varietà di molecole il cui lavoro può essere immaginato come una intricata catena di produzione in cui, a seconda dell’orario, si svolgono attività diverse. Fondamentale affinché tutto funzioni tutte le azioni devono essere perfettamente sincronizzate le une con le altre. Esiste infatti una sorta di “ora esatta” scandita dalle nostre abitudini e dall’alternarsi del giorno e della notte che dà il ritmo all’intero organismo. Analizzando nei topi l’attività di migliaia di geni presenti in una decina di tessuti diversi, i ricercatori sono ora riusciti a realizzare una descrizione completa degli “orari” di massima attività di ogni tipo di cellula e determinare anche le funzioni svolte in base agli orari.

Michael Hughes coordinatore della ricerca – ha dichiarato -“Il genoma”, è sotto il controllo di un gran numero di ‘orologi’, molti di più di quanto si ritenesse finora”. Poche tipologie di cellule erano state analizzate finora e il nuovo lavoro permette per la prima vota di comprendere i meccanismi del cosiddetto orologio biologico quasi sull’intero organismo. Analizzando, nel corso della giornata, gli orari di attivazione dei diversi geni, i ricercatori hanno verificato che quasi la metà dei farmaci più venduti negli Usa si “inseriscono” nei processi cellulari che variano nel corso della giornata. Di conseguenza una somministrazione fatta negli orari giusti può potenziarne l’effetto mentre se fatta in quelli sbagliati può rivelarsi inutile, se non dannosa. “Adesso sappiamo”, ha spiegato Hogenesch, “quali obbiettivi dei farmaci sono controllati dagli orologi biologici e quali sono i loro cicli nel corpo. Questo tipo di informazione apre così alla ‘cronoterapia’”. Il prossimo obiettivo, spiegano i ricercatori, sarà infatti quello di capire come i singoli farmaci possano cambiare effetto a seconda dell’orario in cui vengono assunti.

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