Salviamo i Mashco-Piro, gli abitanti incontattati delle foreste peruviane

Non solo bisogna proteggere le foreste per tutto quello che sono e servono, ma bisogna proteggere anche i loro abitanti, gli uomini delle foreste.
Per questo motivo l’organizzazione degli Indiani amazzonici FENAMAD insieme a Survival sono scese in campo contro il governo peruviano.

L’Amazzonia del Perù nelle sue regioni remote conserva ben 15 diverse tribù di nativi isolati, tra cui i Mashco-Piro. Uomini, donne e bambini che non sanno che oltre la foresta esista il mondo simile al nostro. È giusto che tagliamo la loro foresta condannandoli all’estinzione o costringendoli a cambiare vita,  adattandoli al nostro stile globalizzato, digitalizzato, cementificato?

Il problema dei problemi, oltre alla sacrosanta libertà di scelta, è che le tribù  non hanno certe difese immunitarie, sono vulnerabili a ogni forma di contatto esterno, rischiando di contrarre malattie occidentali.

La legge internazionale riconosce il loro diritto di vivere nelle loro terre nel modo che preferiscono.I fatti parlano chiaro: a seguito del primo contatto, solitamente oltre il 50% della tribù muore. In alcuni casi, muoiono tutti.  Come successe negli anni ’80 quando la Shell fu responsabile della morte del 50% della tribù Nahua. Nel 1996, toccò agli Indiani Murunahua. Oltre il 50% di loro morirono, soprattutto di influenza, raffreddore e altre malattie respiratorie.

Il guaio è che il governo peruviano non rispetta la legge internazionale, lascia che le diverse compagnie invadano i loro territori.

A oggi sembra che questi popoli vogliano rimanere isolati: reagiscono ai tentativi di contatto con aggressività, per difendere il loro territorio, oppure lasciano segnali nella foresta che ammoniscono gli estranei a tenersi lontani.

Survival assieme all’organizzazione indigena FENAMAD è in prima linea per impedire  l’esplorazione petrolifera e il taglio degli alberi. Il 70% dell’Amazzonia peruviana è già controllata da compagnie petrolifere come ad esempio: la Perenco (che ha recentemente sostituito la Barrett Resources), la Repsol-YPF e la Petrolifera. E già operai e taglialegna illegali minacciano le aree delle tribù di Indiani.

Sostenere Survival è un modo sicuro per aiutare questi uomimi, ma anche non acquistare mogano rosso, l’oro rosso vegetale, può essere una strada di salvezza per le tribù.  Il pregiato legno è, infatti, tra le cause del disboscamento amazzonico. Si tratta, come la chiamano i media, degli anni della febbre dell’oro rosso.

Quando gli interessi economici rendono le persone disposte a tutto, pure a negare la realtà, succede che il presidente del Perù Garcia scriva su un quotidiano che l’esistenza degli Indiani isolati è stata “creata dagli ambientalisti” che si opponevano all’esplorazione petrolifera.

La battaglia di questi giorni è tutta tesa a tutelare tribù dei Mascho Piro.

Le associazioni chiedono che si crei un’area protetta su di un territorio di foresta vergine di due milioni di ettari per proteggere le terre della popolazione Mascho Piro. Si tratta di una tribù praticamente incontattata, ma che negli ultimi anni ha subito incontri con cacciatori e taglialegna.

Questi abitanti della foresta sono custodi di un patrimonio mondiale. L’Amazzonia serve  a tutti gli uomini del pianeta, ma soprattutto alle tribù stesse che delle funzioni del sistema foresta ci vivono.

I Mascho Piro sono gli abitanti di una regione per lo più disabitata sperduta nel sud-est del Perù al confine con la Bolivia.

L’uomo occidentale rappresenta un vero rischio per le tribù a causa dei suoi “safari umani“. Pratica che lo rende anche ridicolo e che forse trova una spiegazione in una sua deformazione professionale in quanto gossip e reality show dipendente.

Gli uomini bianchi curiosi si avvicinano nell’area, scattano fotografie, lasciano vestiti per gli Indiani sulle rive del fiume, perchè d’altronde pensano che ciò che serve loro, che fa parte della propria cultura diventi utile e necessario anche ai Mascho Piro. Le conseguenze di questi spontanei, e  di sicuro, safari in buona fede sono tragiche.

Il direttore generale di Survival, Stephen Corry, parla di continuazione del genocidio storico dei primi coloni europei nelle Americhe.

 
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