Specie invasive: dall’Ue nuove regole, si pensa a una lista nera

Le specie aliene trapiantate nel territorio Ue preoccupano Bruxelles. Potrebbero provocare danni a quelle autoctone. Le cosiddette specie “aliene” invasive provocano almeno 12 miliardi di euro l’anno di danni al capitale naturale europeo. Una minaccia costante per i 28 Stati Ue, che a sorpresa sembrano intenzionati a trovare subito l’accordo sul piano d’attacco proposto da Bruxelles.

L’arrivo della famigerata lista nera degli eco-flagelli europei, che sarà discussa l’anno prossimo, potrebbe obbligare proprio l’Italia a correre ai ripari. Nell’attesa, l’approvazione finale della normativa europea rappresenta un risultato per il commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, così come per la presidenza italiana dell’Ue. Secondo il ministro dell’ambiente, Gian Luca Galletti, questa norma rappresenta una “tappa importante nell’affermare il valore della biodiversità in Europa, che costituisce un fattore chiave per lo sviluppo della nostra economia”. “Questo nuovo regolamento colma un vuoto riconosciuto da tempo nella tutela della biodiversità dell’Unione europea” afferma il commissario europeo Janez Potocnik, secondo cui la norma “è attentamente mirata, in particolare sulle specie invasive che costituiscono le minacce più serie”.

Lo scoiattolo grigio americano, presente in Italia soprattutto in Piemonte, ma anche in Lombardia, Liguria e di recente anche vicino Perugia e nel Padovano, secondo fonti comunitarie “sarà sicuramente” nella lista nera dell’Ue. Per l’Italia significa che “scatterà un impegno formale a eradicare le sue colonie e renderà più forte il divieto di commercio e possesso, già introdotto con decreto”, spiega Piero Genovesi, esperto dell’Ispra. Per il resto dell’elenco si può già immaginare uno scontro su poche specie di rilevanza commerciale come il visone americano, allevato in molti Paesi, fra cui Danimarca e Finlandia.

Visto lo spirito del regolamento Ue, che è quello di prevenire i danni e concentrarsi su specie non ancora troppo diffuse ma localizzate, fra i candidati ad entrare nell’elenco non dovrebbe mancare anche un altro scoiattolo giunto dalla Thailandia fino in Piemonte e a Maratea, in Basilicata. E’ lo scoiattolo ‘variabile’ o Callosciurus fynlaysonii. “Oltre a minacciare la sopravvivenza dello scoiattolo rosso europeo, questa specie devasta i boschi scortecciando gli alberi e mettendo a rischio gli ecosistemi forestali”, spiega Genovesi.

Un flagello condiviso da altri Paesi Ue è poi la nutria, che provoca danni per milioni di euro ogni anno. “Adesso a causa di un vuoto normativo provocato dall’ultimo decreto sulla pubblica amministrazione – spiega l’esperto dell’Ispra – questo animale non è più sottoposto a controlli e il rischio è ad esempio che colpisca le risaie del vercellese e nel novarese”. In assenza di modifiche, l’arrivo della norma Ue l’anno prossimo sarà provvidenziale almeno per ripristinarne il monitoraggio.

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