Stanchezza e malinconia per il cambio dell’ora? La cura è il sole

Come ogni anno, ci siamo di nuovo: arriva il cambio dell’ora e torna quella solare. Nella notte fra Sabato 25 e Domenica 26, quindi fra stasera e domani, mettiamo indietro di un’ora le lancette dei nostri orologi. Dormiamo un’ora di più, il che significa che al mattino ci sarà più luce, ma le giornate si accorceranno e il pomeriggio lìimbrunire arriverà molto prima. Il precoce dissolversi della luce provoca in molti di noi tristezza e malinconia, scatenando in certi casi un particolare tipo di depressione stagionale.

Non tutti riescono ad adattarsi a questo cambiamento di luce pertanto per sincronizzarsi meglio la cura migliore è proprio la luce naturale del sole. «Un cambio che determinerà per il 10% della popolazione una lieve confusione per l’orologio biologico con effetti come stanchezza, malinconia o depressione, che possono incidere sulle le relazioni personali ed il lavoro. Ma basta una maggiore esposizione alla luce, come il passaggio in un ambiente lavorativo ad una postazione più chiara e luminosa, per indurre un miglioramento di questi sintomi». Lo spiega Francesco Peverini, direttore della Fondazione per la Ricerca e Cura dei disturbi del sonno Onlus.

E prosegue: «Sotto il profilo della salute, pur esistendo la necessità che corpo e cervello si adeguino al nuovo orario, controindicazioni e possibili effetti negativi relativi all’adozione dell’ora solare sono in generale trascurabili e di breve durata. Ma diversi soggetti, in autunno, con la prima settimana di riduzione della luce accentuata dal passaggio all’ora solare, vedono diminuire significativamente la propria efficienza in ambiente di lavoro, peggiorare la qualità della vita, aumentare la suscettibilità a varie patologie o, infine, divenire progressivamente più stanchi. Si tratta del cosiddetto “jet lag sociale”, una condizione in cui i propri ritmi circadiani sono disallineati rispetto a quelli determinati per legge».

In sostanza secondo la Peverini: «questa sensazione di stanchezza è spesso associata ad una anticipata produzione di melatonina, come accade nel “disturbo affettivo stagionale”, in cui i sintomi sono notati in autunno all’inizio dell’inverno e cominciano a diminuire in primavera». Il problema si può affrontare anche senza l’ausilio di farmaci: «Semplicemente con l’esposizione alla luce naturale come ben sanno i viaggiatori che contrastano gli effetti del “jet lag”, esponendosi il più possibile alla luce. Infatti, una maggiore esposizione alla luce, come il passaggio in un ambiente lavorativo ad una postazione più chiara e luminosa, può già indurre un miglioramento dei sintomi». La fototerapia (light therapy) è: «un efficace strumento terapeutico sia nel `disturbo affettivo stagionale´ che in alcune forme di depressione» conclude Peverini.

Pensiamo ai bambini che risentiranno dello spostamento delle lancette dell’rologio perchè, nel giro di 24 ore, vedranno diminuita del 5% la dose quotidiana di attività fisica, come conseguenza della diminuzione delle ore di luce pomeridiane disponibili per giocare. A questo porposito alcuni ricercatori della London School di Igiene e Medicina tropicale dell’Università di Bristol, riporta la BBC, hanno preso in esame 23.000 bambini dai 5 ai 16 anni in nove paesi, tra cui Inghilterra e Australia, verificando, grazie a dispositivi elettronici fatti indossare, che i livelli di attività erano superiori dal 15% al 20% nelle giornate estive rispetto a quelle invernali e che avere più ore di luce dopo l’uscita da scuola aiuta a mantenerli in movimento, cosa utile soprattutto in caso di sovrappeso. Esiste in Gran Bretagna un movimento che chiede di lasciare l’ora legale per l’intero anno, a tutto beneficio della salute pubblica. La proposta è stata anche discussa in parlamento, ma mai attuata.

 
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