Terra dei Fuochi: imprenditore arrestato in flagranza di reato mentre bruciava rifiuti speciali

Un imprenditore di 45 anni è stato arrestato in flagranza di reato a Villa Literno, in provincia di Caserta, dal personale del Corpo forestale dello Stato, mentre era intento a smaltire illegalmente rifiuti speciali, mediante l’accensione di un “rogo tossico”. Pertanto, l’uomo, su disposizione della Procura della Repubblica di Napoli, è stato tratto in arresto per il delitto di combustione illecita di rifiuti, mentre la titolare dell’azienda operante all’interno del polo nautico, di 43 anni, è stata denunciata a piede libero per smaltimento illegale di rifiuti.

L’operazione è stato il risultato dell’indagine del personale forestale appartenente al Gruppo di Lavoro “Terra dei fuochi”, coadiuvato dai Comandi Provinciali di Caserta e di Napoli e dal Comando Stazione di Castel Volturno, in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica di Napoli, scattata a seguito di una segnalazione pervenuta da una pattuglia impegnata nell’attività interministeriale di mappatura dei terreni agricoli della Regione Campania.
I Forestali, intervenuti subito sul posto, hanno bloccato l’uomo, comproprietario e marito della titolare dell’azienda, mentre stava appiccando il fuoco con un accendino per disfarsi dei rifiuti industriali prodotti durante la fase di produzione. Le fiamme sprigionavano nell’aria un fumo scuro, dall’odore acre e nauseabondo.

Il responsabile bruciava i rifiuti speciali all’interno di un contenitore in ferro, costituito da una gabbia delimitata da tre pannelli forati in lamiera, colmo di scarti di lavorazione riconducibili all’attività aziendale.

Secondo i  tecnici dell’ARPAC di Caserta intervenuti sul posto, i materiali in combustione riguardavano residui di legno, trucioli e listelli ammassati insieme a pannelli  verniciati, imballaggi metallici ed imballaggi di plastica.
Nell’area del piazzale, attiguo al contenitore in cui si sprigionava il rogo, è stato trovato dai Forestali anche un cassone scarrabile, quasi pieno, costituito da rifiuti urbani indifferenziati, scarti di legno, plastica, carta e cartone, oggetti ferrosi, rifiuti elettromagnetici; un cumulo di imballaggi metallici, costituiti da barattoli vuoti di vernice, solventi ed altri materiali utilizzati per l’attività e diversi sacchi di segatura. Il tutto selvaggiamente posto alla rinfusa, senza rispettare alcun accorgimento previsto dalla legge.

L’azienda è stata sequestrata perché, dagli accertamenti effettuati, risultava priva di qualsiasi autorizzazione per l’esercizio dell’attività, come il registro di carico e scarico, il contratto di smaltimento di rifiuti, il piano prevenzione incendi e il modello organizzativo aziendale.

 
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