Viola mammola, proprietà, benefici e rimedi

Viola viene dal nome della ninfa Io, che aveva appunto gli occhi viola; odorata perchè emana profumo. La leggenda narra che Giove, dopo aver sedotto la bella ninfa Io, fu costretto a trasfromarla in mucca per sottrarla all’ira di Giunone. Costei, incredula del fatto che Giove si appartasse con una giovenca entro una nuvola stagnante sui boschi di Lirce, chiese che il bianco animale venisse sorvegliato da Argo, il cane dai cento occhi.

Fu poi Mercurio, inviato da Giove, a uccidere il mostro liberando Io che diventò una divinità egizia. Fuori dall’Olimpo, gli antichi videro nella viola la raffigurazione dell’amore verginale e assegnarono alla pianta il ruolo di rappresentare la modestia e il pudore.

Greci e Romani se ne coronavano il capo durante i banchetti e ne mettevano i fiori nel vino perchè la credenza popolare diceva che il suo profumo teneva lontana la sbronza. Per quseto per averne sempre a disposizione coltivavano le viole in speciali giradini, i violarum.

Nel ‘200 la Scuola Salernitana considerava la viola un rimedio efficace per combattere il mal di capo dovuto al troppo cibo. Nei tempi in cui erano numerosi i maghi e le fattucchiere, si usava il fiore per comporre filtri magici che garantivano amore eterno. La viola ha una prima fioritura in pieno inverno e infatti un vecchio detto lombardo dice: “Per San Sebastian la in man”.

Caratteristiche e proprietà
Si tratta di una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Violacee. Le foglie sono riunite alla base in rosetta, hanno un lungo gambo e forma tonda culminante a punta, margine dentato e base cuoriforme. I fiori sono solitari, con un lungo peduncolo che regge un calice diviso e una corolla di cinque petali blu-viola profumatissimi.
Dopo una prima fioritura invernale, fiorisce pienamente in primavera. Si usano le radici, le foglie e i fiori, che si possono far essiccare all’ombra ma pur sempre all’aria aperta. I fiori contengono acido salicilico, olio essenziale, acidi organici, mucillagini e tannini; le foglie contengono tannini e saponine.
La viola mammola ha proprietà diuretiche, sudorifere, emollienti, antinfiammatorie ed efficaci contro la tosse.

Utilizzo
Le foglie si usano nelle minestre in picccole quantità; i fiori appena colti come aromatizzanti e complemento delle insalate, negli sciroppi, nei gelati, nelle marmellate e nei canditi.
La medicina popolare oltre alle foglie e ai fiori, usa anche la radice.
Sciroppo per la tosse: mettere in infusione 100 gr di violette fresche in un litro di acqua bollente; dopo 12 ore colare il liquido, spremendo bene i fiori, e ggiungere 180 gr di zucchero. Filtrarlo dopo qualche giorno e riporlo in una bottiglia.
Decotto anticatarrale: far bollire 5 gr di radici di viola in 300 gr di acqua. Quandoil liquido è ridotto di un terzo, addolcire con un poco di miele e berlo subito.
Tè di violetta contro le infiammazioni bronchiali: versare un litro di acqua bollente spora 20 gr di fiori freschi e lasciare in infusione per mezz’ora. Colare, addolcire con miele e consumare a bicchierini durante la giornata.
Infuso contro l’emicrania: versare un pizzico di foglie secche di viola in una tazza d’acqua calda e lasciare in infusione per 10 minuti. Colare, zuccherare e bere all’istante.
Per eliminare il gonfiore prodotto da contusioni: è efficace un cataplasma ottenuto con foglie di violetta fresche cotte in poca acqua e applicato ancora caldo, ma non bollente, sulla parte malata.
Infine un impiego casalingo: togliere i gambi alle violette fresche e farle essiccare rapidamente all’ombra. Versare sorpa una lastra di metallo calda un po’ di sale finissimo da tavola e, quando è perfettamente asciutto, mescolarlo ai petali di violetta. Conservare in una bottiglietta di vetro con tappo smerigliato. Basta versare sopra un piattino un pizzico del preparato perchè in breve si diffonda per l’aria un delicato e persistente profumo di violetta. Si può usare anche in armati e cassetti.

Condividi questo articolo: 

Altre Notizie