WWF: il bracconaggio aumenta il terrorismo e diffonde malattie

L’uomo è l’essere più schifoso esistente sulla faccia della Terra. Il suo delirio di onnipotenza è tale che non c’è nulla che possa trattenerlo dal distruggere tutto ciò che lo circonda in nome di un guadagno che però non potrà certo esimerlo dall’andare al creatore al momento opportuno, grazie alla scelleratezza delle sue azioni.

Ma son discorsi da retorici, la solita aria fritta, perchè i crimini contro la natura continuano e non solo distruggono la biodiversità, ma “alimentano anche guerre, terrorismo e corruzione producendo localmente sofferenza, povertà e soprusi”. E non è solo questo, sono azioni che contribuiscono anche alla diffusione di malattie, in qualche caso gravissime, come il virus Ebola. A sottolinearlo è il Wwf, che ha lanciato oggi la campagna “Stop ai crimini di natura – Da che parte stai?”, promossa in collaborazione con il suo network Traffic.

Il bracconaggio, spiega il Wwf, ha anche un ruolo cruciale anche sulla salute mondiale. Alcuni virus molto pericolosi, come quello dell’Ebola possono essere trasmessi, anche attraverso animali cacciati in foresta e utilizzati a fini alimentari. E’ il caso di gorilla e scimpanzé che vengono uccisi per il ‘bush meat’ letteralmente ‘carne di foresta’. E’ noto il caso di alcuni anni fa di un’epidemia di Ebola, per fortuna circoscritta, ma scatenata proprio dall’utilizzo di carne di scimpanzé infettato dal virus.

Le specie a rischio estinzione per mano dell’uomo sono molte: elefanti, rinoceronti, tigri, oranghi, uccelli migratori, lupi e orsi e cetacei: specie simbolo e non solo, in Italia e nel mondo. Un vero e proprio assedio su scala industriale che impoverisce la natura e le comunità locali e denunciato dal Wwf alla vigilia della festa dedicata al Santo universalmente riconosciuto anche come ‘protettore’ degli animali, San Francesco d’Assisi.

Ecco alcuni dati: 22- 25mila elefanti uccisi nel solo 2013, 70 al giorno. Solo in Sudafrica dai 13 rinoceronti uccisi dai bracconieri nel 2007 si è saliti ai 1.004 del 2013, circa tre scompaiono ogni giorno nel mondo. Allarme rosso anche per le tigri: sono oltre 1.400 gli esemplari uccisi dal 2000 al 2012 secondo le stime dei sequestri effettuati nei paesi range, almeno due a settimana.

Per questo il Wwf ha deciso di lanciare la campagna, partita ieri con un tam tam sui Social network di immagini e commenti sul blitz organizzato nel centro di Milano e che ha attirato la curiosità di centinaia di passanti. Il Wwf ha installato una vera e propria ‘scena del crimine’ in pieno centro con un (finto) rinoceronte ucciso e senza corno e circondato da una scritta “#chièstato?”. Sebbene la scena del crimine installata a Milano sia una finzione, nella realtà i ‘crimini di natura’ colpiscono ogni giorno milioni di specie protette.

Il Wwf chiede il sostegno di tutti: l’invito è quello di aiutare le centinaia di ranger, guardie e volontari del Wwf, attivi in Italia e nel mondo, per dotarle di attrezzature tecnologiche, medicine, fuoristrada, gps, camera-traps, binocoli, radiotrasmittenti e altri equipaggiamenti indispensabili a monitorare il territorio per sorprendere bracconieri e trafficanti. Sul sito www.wwf/criminidinatura, chiunque può informarsi sul fenomeno e sostenere la campagna del Wwf con una donazione libera; diffondere a sua volta le informazioni e sottoscrivere la petizione “Sanzioni più severe contro chi uccide specie selvatiche”. Per sostenere la campagna è attivo anche il Numero Verde 800.990099.

Il nuovo dossier Wwf “Natura connection”, prodotto in occasione della campagna, accende i riflettori sulle connessioni globali del contrabbando mondiale di specie animali e vegetali protette, evidenzia i paesi più a rischio ed elenca le aree calde del bracconaggio di casa nostra, un Paese dove l’assalto alle specie protette sta conoscendo una nuova recrudescenza. L’Italia, infatti, è terreno di transito per alcuni prodotti illegali ed è paese importatore e consumatore ma soprattutto è ancora teatro di un intenso bracconaggio dal nord al sud del paese.

“Siamo tutti connessi, l’umanità, le specie animali, gli habitat, tutto è legato in una grande rete della vita che viene strappata ogni giorno, ogni minuto in ogni angolo del pianeta”, ha dichiarato Donatella Bianchi, presidente del Wwf Italia, “il mercato illegale di natura è un circolo vizioso che si alimenta grazie al valore sempre più alto delle specie che via via si estinguono. Alla base di tutto c’è sempre un atto ‘criminale’ dei bracconieri e una domanda di prodotti illegali da parte di paesi e consumatori. Contro la nuova piaga del millennio l’Italia deve dare un segnale forte combattendo anche in casa propria il bracconaggio e gli altri crimini di natura, con tutte le forze e con l’aiuto di tutti”.

“Mettendo in scena l’uccisione di un finto rinoceronte a Milano abbiamo voluto portare ‘sotto casa’ degli italiani un problema che purtroppo molti sentono ancora lontanissimo”, ha commentato Isabella Pratesi, responsabile del programma di Conservazione Internazionale del Wwf Italia, “la scena del crimine che vediamo oggi, infatti, è una finzione, ma in natura è una drammatica realtà che si ripete incessantemente. Il saccheggio delle specie non solo indebolisce i sistemi naturali ma devasta quelli sociali e politici, offende il senso della vita e rende tutti infinitamente più poveri”.

 
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