Za’ feràn, lo zafferano in prima linea contro stress e sbalzi d’umore

Il Crocus sativus non è altro che il bel fiore da cui si ricava lo zafferano, che noi tutti conosciamo per gli impieghi innumerevoli che se fanno in cucina.
Ma le più recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che questa preziosa spezia è un vero e proprio nutraceutico, cioè un alimento funzionale, ossia un alimento-farmaco che ha una funzione benefico sulla saluta grazie ai suoi principi attivi.

Originario dell’Iran e dell’Afghanistan, è coltivato in tutta l’area mediterranea, ma è la Sardegna a distinguersi nella coltivazione perchè furono i Fenici ad introdurlo in questa regione dove attualmente la superficie coltivata è di circa 35 ettari. Inoltre dal 2009 allo Zafferano di Sardegna è stata riconosciuta la certificazione DOP.

Zafferano deriva dall’arabo “Za’feràn”, che si riferisce al particolare colore giallo-oro che questa spezia conferisce alle pietanze, ma già nella medicina popolare araba era usato come rimedio per tanti disturbi.

Come tutti sanno la parte di pianta dotata di proprietà officinali, è rappresentata dagli stimmi (o stigmi), dal colore rosso-arancio e che si notano bene non appena il fiore inizia ad dischiudere la corolla. E’ bene sapere che è tramite un processo lento e delicato di raccolta che si asportano gli unici tre stimmi da ogni fiore, i quali devono poi essere messi a seccare rapidamente. Ecco perchè lo zafferano costa così tanto, perchè richiede moltissima manodopera.

È grazie al processo di essiccazione e grazie al calore che gli stimmi, inodori e insapori da freschi, generano le sostanze organolettiche caratteristiche, utilizzate in campo gastronomico, come eupeptico per stimolare le funzioni digestive, e come fonte di salute e bellezza per l’alto potere antiossidante, utile come coadiuvante per contrastare alcune malattie.

Le sue proprietà erano conosciute già in tempi davvero remoti: delle sue proprietà medicinali parlano i papiri egiziani, se ne legge nell’Iliade e nel Cantico dei Cantici. Addirittura durante il Medioevo e il Rinascimento era considerato una panacea per tutti i malanni; si preparavano unguenti per la salute e la bellezza della pelle, per tingere di giallo-arancio brillante i tessuti più pregiati, soprattutto in Oriente, mentre i Persiani, i Greci e i Romani ne conoscevano le proprietà afrodisiache.

Non possiamo non citare la Medicina Ayurvedica, che pone lo Zafferano fra le piante considerate contemporaneamente alimento e farmaco, ritenuto dotato di proprietà medicinali antidepressive, stimolanti, afrodisiache, antispasmodiche, regolatrici del sistema ormonale femminile ed emmenagoghe.

In base alle ricerche scientifiche fatte, negli stimmi essiccati dello zafferano vi sono circa 150 sostanze aromatiche e volatili, fra cui un’alta percentuale di carotenoidi dall’alto potere antiossidante, come licopene, zeaxantina, crocetina, picrocrocina, crocina, responsabile quest’ultima del colore giallo-oro conferito alle pietanze, e safranale, che conferisce la tipica fragranza olfattiva.

E’ stato dimostrato che il safranale e la crocina, favoriscono l’incremento dei neurotrasmettitori cerebrali serotonina e dopamina, responsabili del tono dell’umore, e la cui carenza può essere alla base degli stati ansiosi e depressivi che possono generare ansietà, angoscia, inquietudine.

Inoltre le proprietà antiossidanti e anti-radicali liberi grazie alla loro azione protettiva nei confronti delle cellule, risultano di auto nel migliorare la circolazione sanguigna, stimolare la memoria e le capacità di apprendimento.

Il licopene e la zeaxantina proteggono la vista, in particolare la zona della retina chiamata macula. Ottimo l’infuso di Zafferano per le infiammazioni del cavo orale, infatti era utilizzato per strofinare le gengive dolenti e infiammate dei bambini, durante la prima dentizione, spesso miscelato al miele. Non mancano i suoi impieghi in cosmesi per migliorare lo stato della pelle, renderla più luminosa e dorata, e in particolare per le pelli acneiche.

Proprio per la grnade concentrazione delle sostanze officinali contenute, lo si usa facilemente, seppur in quantità minime, sia in cucina che in fitoterapia. Si parla di milligrammi, ed è bene non superare la dose di 1,5 grammi al giorno. Per avere un termine di paragone, solitamente, le comuni bustine di zafferano che si acquistano nei negozi di alimentari contengono circa 100 milligrammi di polvere l’una.
Le controindicazioni riguardano solo l’abuso di quantità veramente molto elevate: a dosaggi eccessivi lo Zafferano è nocivo in gravidanza, poiché può indurre contrazioni uterine, fino a divenire abortivo (10 grammi). Una dose di 20 grammi può essere potenzialmente mortale.

 
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