Sigarette elettroniche: le usano milioni di italiani, ma non sono innocue

Sigarette elettroniche: quale danno provocano alla salute? Il dibattito è aperto da anni. Se da una parte c’è chi si concentra sui fumatori e sul vantaggio in termini di riduzione del danno, d’altra parte occorre evitare di sminuire i rischi. In primis perchè ne sappiamo ancora poco, inoltre perchè la loro diffusione crescente fra i giovanissimi ne fa un mezzo per avvicinare al tabagismo persone che non fumano.

Le sigarette elettroniche aiutano a smettere? E neppure gli esperti possono consigliarle come mezzo per smettere. «Gli svapatori in Italia sono 1,3 milioni – ha dichiarato Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” in occasione della Giornata mondiale contro il fumo. – «Si tratta però soprattutto di consumatori duali, cioè fumatori che usano contemporaneamente e-cig e sigarette tradizionali. Soltanto un fumatore su 10, infatti, ha smesso di fumare. Non abbiamo dati sufficienti per affermare che la sigaretta elettronica può essere un valido ausilio per smettere di fumare». Tutto ciò mentre il bagaglio di conoscenze scientifiche sul contenuto delle sigarette elettroniche e sul loro effetto sulla salute è in pieno divenire.

Il vapore delle sigarette elettroniche modifica il Dna. Ultima in ordine di tempo è quella portata all’attenzione da una ricerca pubblicata su Scientific Reports da un gruppo di studiosi dell’Università di Bologna, secondo cui i vapori generati dalle sigarette elettroniche potrebbero causare seri danni alla salute. I ricercatori hanno condotto un’indagine tossicologica approfondita nel modello animale – dunque sarà necessario un ulteriore step, prima di validare questi riscontri anche sull’uomo – per capire meglio quali possano essere gli effetti dei vapori prodotti dalle sigarette elettroniche.

Lo studio ha mostrato una diminuzione delle capacità antiossidanti del tessuto polmonare e un aumento della produzione di radicali liberi: due condizioni che hanno un ruolo primario nel generare quello stress ossidativo spesso imputato come causa o concausa di tumori, invecchiamento cellulare e malattie cronico degenerative. «A livello polmonare, i vapori delle sigarette elettroniche producono un effetto stimolante sugli enzimi bioattivanti, mentre inibiscono quelli detossificanti – dichiara Moreno Paolini, ordinario di farmacologia all’Università di Bologna e autore della pubblicazione -. Un insieme di perturbazioni che, se confermate sull’uomo, potrebbe portare alla trasformazione di sostanze pre-cancerogene in cancerogeni finali». I ricercatori hanno osservato come i vapori siano in grado di danneggiare anche l’informazione genetica all’interno della cellula.

 
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