A corto di idee per i regali di Natale? Abbigliamento vegan e cruelty free

Una buona pratica per noi consumatori consapevoli e informati è sapere cosa indossiamo, perchè anche l’abbigliamento è importante e tanto più lo sono i tessuti con cui vengono cuciti i capi che poi noi compriamo. Dunque dato che siamo a ridosso del Natale e molto probabilmente non abbiamo ancora esaurito l alista dei regali da fare, ho pensato che potremmo orintarci verso un abbigliamento crueltyfree, sia per noi che per i nostri cari. Se non ci avete ancora pensato mi pare che questo sia il momento opportuno, dare una svolta alla nostra vita anche in questo senso.

Facciamo un po’ di chiarezza: ci sono due tipi di abbigliamento, quello che uccide perché è fatto di animali e quello cruelty-free, naturale e senza colpe. Nella mentalità di molti ancora alberga intatta l’idea che per scaldarsi nella stagione fredda siano necessarie pelli, piume e pellicce che, ovviamente, non ci appartengono perché necessarie solo a quelle creature alle quali sono state donate dalla natura. Eppure a nostra disposizione abbiamo una varietà di materiali che si trovano in natura e che necessitano solo di qualche modifica per diventare a tutti gli effetti capi d’abbigliamento fatti apposta per noi, senza crudeltà e torture nè costi elevati.

Giusto per darvi un’idea: riguardo alla produzione della lana, le pecore non vengono tosate con delicatezza e subiscono tagli e profonde ferite durante la procedura; le piume d’oca vengono strappate con violenza dal corpo dell’animale e questo provoca traumi e un doloroso disequilibrio tra la temperatura esterna e quella delle oche “spogliate”; la pelle è ricavata dai macelli,per non parlare della produzione delle pellicce. Per essere consumatori consapevoli dovremmo abituarci a leggere molto attentamente le etichette, poichè esse riportano tutte le caratteristiche del prodotto, e non si tratta di una lettura difficile, questo modo di fare significa dare a noi stessi la possibilità di scegliere ciò che riteniamo corretto piuttosto che accettare quello che il mercato ci impone.

Fare scelte consapevoli è semplice, ad esempio privilegiamo capi di velluto o flanella piuttosto che lana, capi in poliestere piuttosto che imbottiti di piume, capi in microfibra piuttosto che di pelle o cuoio. Molti potrebbero obiettare che i negozi cruelty-free non sono molti, ma esiste una guida in proposito “Vestire Vegan”. Se nelle vostre intenzioni c’è la volontà di vestirvi in modo non-violento potete seguire il progetto Stiletico, uno dei principali siti italiani di raccolta di aziende di abbigliamento cruelty-free che rispettano i diritti dei lavoratori tessili e degli animali.

Le scarpe invece richiedono una maggiore attenzione perché spesso la suola è in cuoio e tutto il resto è fatto di pelle e si nota sia per l’aspetto sia per i prezzi elevati; ma grandi catene d’abbigliamento, come H&M e ZARA, propongono calzature fatte con materiali sintetici e di animali non c’è nessuna traccia, i prezzi sono bassi e la durata del prodotto è assicurata.

Vorrei ricordare che sinonimo di qualità e moda non sono appannaggio solo di grandi firme, ma anche di piccole aziende che hanno un’etica ben diversa. Perciò per il bene di tutti gli esseri viventi e del nostro portafoglio concentriamoci sulla guida “Vestire Vegan” e iniziamo anche in questo settore un cammino nuovo che lasci spazio al rispetto dell’altro.

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