San Valentino: meglio un gioiello etico

E’ possibile coniugare sostenibilità sociale e ambientale per una festa come quella di San Valntino? Sì, possiamo regalare ai nostri partners monili preziosi con pietre e metalli certificati. Ma è necessario chiarire il concetto di gioiello etico non vi pare? Francesco Belloni, titolare della gioielleria Belloni di Milano, piccola azienda a conduzione familiare che della tracciabilità e trasparenza della filiera dei propri prodotti ha fatto un marchio distintivo dice: “E’ un gioiello in cui è garantito il fatto che per produrlo e per estrarre le pietre e il metallo non abbiano sofferto delle persone o l’ambiente. Sono il primo e l’unico in Italia ad aver fatto questa scelta. E l’ho fatto veramente aspirando ad avere qualcosa di più pulito, etico e corretto e poi questa scelta ha pagato anche dal punto di vista commerciale”. E se consideriamo il periodo di crisi, aggiunge Belloni: “ci ha permesso di non chiudere e di resistere serenamente” nonostante l’azienda sia di piccole dimensioni. “Siamo io e mia sorella, un collaboratore e papà che aiuta da volontario”, racconta.

Così, grazie alla coscienziosità dei titolari di queta piccola azienda, vengono proposti ai propri clienti diamanti e oro etici, che provengono da circuiti certificati, e oggetti in argento riciclato. Per garantire la tracciabilità delle sua linea ‘Ethical Diamond’, che quest’anno compie dieci anni, Belloni ha scelto di acquistare i diamanti dalle miniere del Canada che aderiscono al “Canadian Diamond Code of Conduct e che tracciano i diamanti dal prodotto grezzo fino al taglio. Su ogni diamante è incisa una fogliolina d’acero e un numero di serie”, spiega Belloni che considera il Processo di Kimberley (sistema di certificazione volto a eliminare dai mercati ufficiali i diamanti provenienti da zone di conflitto) “non sufficiente”.

Dalla stessa ‘ispirazione’ nasce la gamma Ethical Gold. “L’oro è un prodotto equo e solidale a tutti gli effetti – spiega l’imprenditore milanese – perché proviene da miniere del Sud America che aderiscono all’Alliance for Responsible Mining, organizzazione con sede in Colombia e che ha creato la certificazione Fairmined”. Questo standard “prevede che laddove non si possa fare a meno di usare agenti chimici questi vengano impiegati con tutte le garanzie per la salute dei lavoratori”. Non solo: “tutte le miniere sono in piccola scala, non appartengono a compagnie ma sono di proprietà dei minatori stessi quindi si tratta di cooperative o addirittura di aziende a conduzione familiare o a livello di villaggio”.

Ma quanto incide la certificazione etica sul prezzo finale? “Per quanto riguarda i diamanti il prezzo, dai mille euro in su, diventa anche concorrenziale mentre l’oro costa di più perché viene pagato più del prezzo di mercato per incentivare i minatori al rispetto dello standard richiesto”, spiega Belloni.

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