Aids, nuovo super anticorpo riduce virus hiv nel sangue

Sono più forti e concrete le speranze per una cura definitiva dell’Aids grazie ad uno studio americano fatto da un team di scienziati della Rockfeller University. Gli scienziati hanno infatti testato su un piccolo gruppo di pazienti sieropositivi l’efficacia di un nuovo “super anticorpo” che sarebbe in grado di contrastare il virus Hiv. E i risultati sono incoraggianti, perchè la molecola testata, che si chiama 3BNC117, riduce anche di 300 volte la concentrazione di virus nel sangue e gli effetti di una dose durano varie settimane.

Durante la fase del test i pazienti trattati sono rimasti sotto osservazione per 56 giorni dal momento della somministrazione del 3BNC117, che è stato isolato da pazienti sieropositivi, una procedura che si fa con tutti gli anticorpi analoghi detti “neutralizzanti”. In questo caso si sono ottenuti risultati davvero ottimi. E’ noto che l’organismo di un soggetto infettato, nel corso degli anni dopo il contagio, sia capace di produrre anticorpi anti-Hiv, ma tale meccanismo per il paziente stesso non ha risvolti positivi perché nel frattempo il virus evolve all’interno del corpo, rendendo di fatto “inutili” gli anticorpi. Questo super anticorpo, il 3BNC117 agisce attaccandosi in modo specifico al principale recettore con cui il virus Hiv si lega alle cellule umane CD4 per infettarle, riuscendo ad abbassare di molto la sua concentrazione nel sangue dei soggetti sieropositivi. Dai test è risultato anche che l’azione neutralizzante è efficace anche contro molti altri ceppi virali.

Questa potrebbe essere la base di partenza per una possibile soluzione, che però può venire dall’isolamento e dalla clonazione di queste molecole: l’obiettivo è quello di riprodurre in laboratorio questi anticorpi anti-Hiv e somministrarli ad altri pazienti. Se in futuro si riuscirà a far sì che l’organismo di soggetti sani produca 3BNC117, l’anticorpo potrebbe anche portare a una strategia preventiva anti-Aids, gettando le basi per un vaccino.

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