Aiom: 6 pazienti su 10 sconfiggono il cancro, l’Italia fra le prime nazoni europee per numero di guarigioni

In Italia il 57% degli uomini e il 63% delle donne colpiti dal cancro sconfiggono la malattia, con queste percentuali il Belpaese si colloca fra le prime nazoni europee per numero di guarigioni. Sono questi alcuni dati emersi oggi nel convegno nazionale sullo “Stato dell’Oncologia in Italia” organizzato dall’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) al Senato con la partecipazione del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM – spiega -“Le esigenze dei pazienti oncologici stanno cambiando  e l’Aiom in questi anni ha messo in campo strumenti concreti ed efficaci. A partire dalle campagne di prevenzione come ‘Non fare autogol’: con i calciatori della serie A siamo entrati nelle scuole superiori per insegnare ai ragazzi gli stili di vita corretti. Il progetto è giunto alla quinta edizione, con 100 incontri, un milione di studenti e 3000 Istituti scolastici coinvolti. Il fattore di rischio più importante, il fumo di sigaretta, risulta ancora troppo diffuso fra gli italiani. Un terzo degli under 35 è fumatore, con conseguenze allarmanti. Per questo il nostro impegno nella prevenzione continua con un tour sui danni del fumo anche passivo in otto Regioni”. Un altro aspetto è quello relativo alla prevenzione secondaria, cioè agli esami di screening. “Nel corso del 2013 – afferma il prof. Pinto – gli inviti per i tre programmi (mammografia per il tumore del seno, pap-test quello della cervice uterina e ricerca del sangue occulto nelle feci per il cancro del colon-retto) hanno superato gli 11 milioni. Più di 5 milioni e duecentomila persone hanno eseguito il test proposto. Ma permangono grandi differenze fra Nord e Sud”.

“Contro il cancro noi abbiamo fatto la nostra parte e continueremo a farla – spiega la dott.ssa Stefania Gori Segretario Nazionale AIOM -, mettendo a disposizione una serie di strumenti epidemiologici (‘I numeri del cancro in Italia’), organizzativi (‘Il libro bianco dell’oncologia’) e di appropriatezza (‘Linee guida’). Chiediamo che le Istituzioni forniscano la cornice e le regole entro cui le reti oncologiche siano costituite. Non possiamo però tollerare ulteriori ritardi e, soprattutto, qualità così diverse nell’assistenza ai malati nelle varie Regioni”.

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