Allergie da pollini, con mezzo grado in più i pollini aumentano da 10 a 100 volte

La primavera è per eccellenza la stagione delle allergie. Gli elementi scatenanti più frequenti sono i pollini, minuscoli grani rilasciati in aria dagli alberi, dai prati e dalle erbe infestanti al fine di fertilizzare altre piante. Quando i grani entrano nel naso delle persone allergiche, affaticano il lori sistema immunitario. Si stima che un cambio di mezzo grado di più della temperatura fa aumentare da 10 a 100 volte la quantità dei pollini nell’aria di conseguenza aumentano da 10 a 100 volte le persone che soffrono di allergie durante la primavera. Nel caso degli acari (Dermatophagoides pteronyssynus), la maggiore causa di allergia in Italia, le condizioni ottimali sono 25°C e umidità relativa 70-80%, ma diventano abbondanti già quando l’umidità relativa interna supera il 65% per alcune settimane e la temperatura supera i 22°C.

E’ per questo che la loro presenza raggiunge il culmine alla fine dell’estate: con un aumento costante della temperatura del pianeta ci saranno sempre di più estati più lunghe e di conseguenza maggiore quantità di acari nelle nostre case e alla fine più persone che soffrono di allergie respiratorie e cutanee, come rinite, asma ed eczema.

Se ne discute a Bologna durante il 28° Congresso Nazionale della SIAAIC, Società Italiana Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica, sino al 18 aprile a Bologna, presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi. Un’occasione importante che unisce tutti gli specialisti italiani e i più influenti esperti a livello internazionale per discutere degli argomenti più attuali riguardanti l’area delle patologie allergologiche e del sistema immunitario. Tra i temi che saranno trattati, largo spazio alle allergie alimentari, alla rinite allergica, all’asma bronchiale, alle allergie professionali, a quelle influenzate dalle condizioni climatiche e a quelle al nichel. Interessanti anche i focus sui disturbi del sonno e sull’inadempienza del paziente nei confronti della terapia prescritta.

La maggior parte delle sostanze che scatenano le allergie più comuni come la rinite e l’asma allergico sono molto sensibili ai cambi climatici. Basti pensare ai pazienti che soffrono di allergie respiratorie nel periodo primaverile per i pollini che sono prodotti dalle piante in primavera e non inverno quando la temperatura è più bassa.

“In Italia non ci sono stime precise – spiega il Prof. Vincenzo Patella, Coordinatore Nazionale Task Force SIAAIC Cambiamenti Climatici e Ambientali e Responsabile Centro Aziendale Provinciale ASL Salerno per la Cura delle Malattie Allergologiche e Immunologiche Gravi – ma se consideriamo che circa il 20% della popolazione in Italia soffre di allergie ed una buona parte dei soggetti allergici con asma prima di un temporale aumentano il numero delle crisi asmatiche, parliamo quindi anche di più di due milioni di persone che a causa dei capricci del tempo possono improvvisamente peggiorare il loro stato di salute.

 
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