CiainExpo: Dare valore alla terra e restituire centralità agli agricoltori

Sviluppare una nuova consapevolezza attorno alla questione alimentare, agricola e ambientale per restituire centralità agli agricoltori e dare valore alla terra. E’ questo l’impegno che la Confederazione italiana agricoltori assume e porta avanti all’Expo 2015. Sei mesi di iniziative, di proposte, di eventi che sostanziano il progetto complessivo CiainExpo costruito su quattro assi fondamentali: la biodiversità, la cooperazione internazionale, l’affermazione di un agricoltura multiruolo, l’esaltazione delle identità per costruire una rete mondiale che si pone in alterativa alla globalizzazione intesa come omologazione. Con un’ambizione che è anche un impegno programmatico: proporre il modello italiano di agricoltura polifunzionale come indirizzo per lo sviluppo sostenibile.

Il presidente nazionale di Cia – Dino Scanavino – peraltro ha ben sottolineato ieri a Bologna nel corso della conferenza stampa di presentazione delle attività del Biodiversity Park di cui Cia è main partner  come la tutela e la valorizzazione della biodiversità italiana (un patrimonio unico al mondo visto che il nostro paese in un trentesimo della superficie europea accoglie il 30 per cento delle specie animali e il 50 di quelle vegetali continentali ) attraverso anche l’incremento delle coltivazioni biologiche di cui l’Italia ha la leadership è la migliore risposta alla sfida globale che il futuro alimentare pone “in termini di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile che non possono prescindere dalla salvaguardia e dall’evoluzione della biodiversità agraria”. Egualmente Dino Scanavino ha indicato – a conclusione del percorso che Cia ha intrapreso  con “Il territorio come destino” – il contributo che Cia dà alla Carta di Milano come la “proposizione di un mondo e di un modello dove gli agricoltori sono protagonisti in grado di innescare processi più integrati con l’ambiente, il turismo, la cultura, il welfare, tra città e campagna, tra produttori e consumatori” per contrastare l’affermarsi di un modello in cui non ci sono gli agricoltori ma solo “un’agricoltura consegnata alle multinazionali alimentari, alle società finanziarie e ai fondi di investimento”.

Se dare valore alla terra è l’head line del progetto CiainExpo l’impegno programmatico è quella di restituire centralità sociale, economica e culturale agli agricoltori. Dalla Cia parte l’invito al sistema agricolo e agroalimentare nazionale, europeo e mondiale di costruire un nuovo Rinascimento agricolo proprio secondo l’idea che nel tardo ‘400 animò quell’autentica rivoluzione culturale che fu il Rinascimento italiano capace di influenzare tutta Europa. Con Marsilio Ficino potremmo ripetere “la materia non ha la forza in se per darsi forma, perché ciò accada è necessario che la materia incontri l’anima e quando ciò avviene la manifestazione dell’incontro è la bellezza e la misura della bellezza è la qualità”. La materia è il naturale, l’anima è l’intelletto umano che si fa lavoro proficuo e accorto dei campi, la bellezza sono inostri paesaggi agrari ma anche la forza delle nostre comunità rurali, la qualità è il primato delle produzioni e della gastronomia italiana. Ed è ciò che la Cia offre al mondo come modello buono e sostenibile per un sviluppo equilibrato e rispettoso del pianeta. In buona sostanza: è l’agricoltura che torna ad essere il primo motore di un mondo buono.

Tutto il progetto CiainExpo è teso a proporre e vincere questa sfida che prima ancora che economica è culturale.La presenza di Cia all’Esposizione Universale di Milano si sostanzia infatti nella proposizione di modelli produttivi, di iniziative culturali, di valorizzazione dei prodotti anche attraverso la gastronomia, di sottolineatura del protagonismo agricolo, di apertura alla cooperazione internazionale anche come risposta alle crisi politiche ed economiche che drammaticamente stano attraversando la nostra contemporaneità.

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