Condannati a mangiare Ogm: Slow Food, spetta a noi consumatori la decisione finale

La Commissione europea all’autorizzazione di 19 Ogm (tre tipi di mais, cinque di soia, due di colza, sette di cotone e due fiori ornamentali recisi), che include sette rinnovi. L’autorizzazione è valida dieci anni e tutti i prodotti derivati saranno sottoposti alle regole di tracciabilità e di etichettatura. Questi prodotti biotech sono stati sottoposti al voto degli Stati membri, che non hanno raggiunto la maggioranza qualificata necessaria per una decisione favorevole o contraria.

Secondo Slow Food “L’offensiva contro l’agricoltura di qualità è ormai così sfacciata e radicale. Con queste decisioni sugli Ogm da un lato e le negoziazioni sul Ttip dall’altro, non resta – al cittadino – che condurre una resistenza altrettanto radicale. Politicamente, smettiamo di concedere fiducia a chi non sembra avere altro riferimento se non le multinazionali che ogni giorno minano la nostra salute e il nostro pianeta con il loro modo di trattare il cibo come merce. Privatamente attrezziamoci per riuscire a scegliere il nostro cibo, per conoscere esattamente cosa mangiamo, per prenderci cura di noi stessi e degli altri, dal momento che chi ci rappresenta non ha nessuna intenzione di farlo. I produttori di cibo di qualità sono tanti e sono sempre più facilmente raggiungibili. Affidiamoci a loro. E pretendiamo, su tutto il cibo in commercio, etichette che raccontino con chiarezza le origini geografiche e agricole di ogni singolo ingrediente. Non è vero che ormai siamo condannati a mangiare Ogm: se i cittadini non li acquistano chi li produce non avrà alcun interesse a coltivarli”. Con queste parole Cinzia Scaffidi, vicepresidente di Slow Food Italia, commenta la decisione della Commissione Europea che autorizza l’immissione sul mercato dell’Unione di 19 (di cui 10 a uso alimentare) nuovi prodotti biotech (tre tipi di mais, cinque di soia, due di colza, sette di cotone e due fiori ornamentali recisi).

Questo provvedimento, apre le porte a una nuova ondata di prodotti Gm, e non tiene conto dei voleri dei cittadini sempre meno propensi ad accettare questa tecnologia applicata in alimentazione. La cosa che poi fa riflettere è la fretta con cui questo provvedimento è stato assunto. Infatti «Questi prodotti biotech sono stati sottoposti al voto degli Stati membri, che non hanno raggiunto la maggioranza qualificata necessaria per una decisione favorevole o contraria» (Ansa) e quindi è intervenuto direttamente lo stesso l’esecutivo che pochi giorni fa aveva promesso di cambiare le regole sull’autorizzazione all’ingresso di nuovi prodotti Ogm sul mercato se questi non avevano il consenso della maggioranza dei Paesi. «La strategia Ue che sembra delinearsi non è quella che concede maggiore autonomia agli Stati membri ma al contrario cerca di metterli sottopressione varando provvedimenti pro Ogm a raffica creando oggettive difficoltà nel legiferare nei tempi necessari» conclude Slow Food.

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