Ddl ecoreati: Legambiente e Libera, in ‘nome del popolo inquinato’ ci rivolgiamo al Governo e al Parlamento

La tutela dell’ambiente, della salute e della parte sana dell’economia e dell’industria non possono più aspettare. Il paese attende da oltre vent’anni l’approvazione definitiva di una riforma di civiltà. Farla slittare ancora sarebbe un nuovo insopportabile schiaffo alle vittime dell’ecocriminalità della Terra dei fuochi e dell’inquinamento di Casale Monferrato, Porto Marghera, Gela, Taranto o della Valle del Sacco, che continuerebbero ad essere senza giustizia. È arrivato il momento di decidere”.

“In ‘nome del popolo inquinato’ ci rivolgiamo al Governo e al Parlamento: approvate alla Camera il ddl sugli ecoreati senza cambiare una virgola e scrivete una pagina di buona politica”. È questo l’appello lanciato al Governo da Stefano Ciafani ed Enrico Fontana, rispettivamente vicepresidente di Legambiente e coordinatore nazionale di Libera, le due associazioni che hanno promosso il manifesto “In nome del popolo inquinato: subito i delitti ambientali nel codice penale” sottoscritto da altre 23 associazioni di cittadini, medici, studenti e di categoria, alla vigilia del voto in Commissione giustizia della Camera dei deputati che nella seduta di domani voterà il ddl ecoreati prima del suo arrivo nell’aula di Montecitorio previsto a partire dalla prossima settimana.

“Si tratta, com’è noto, di un provvedimento che, una volta approvato, permetterebbe di sanzionare duramente ecomafiosi ed ecocriminali che fino ad oggi hanno potuto operare nel totale disprezzo della legge – aggiungono Ciafani e Fontana – contando sugli inadeguati strumenti di contrasto a disposizione di magistratura e forze dell’ordine e su una impunità pressoché certa, come dimostrano i tanti processi ambientali purtroppo finiti in un nulla di fatto. Non c’è quindi alcuna motivazione valida che possa impedire alla Camera di approvare senza cambiare neanche una virgola, e quindi in maniera definitiva, il ddl sugli ecoreati. Far tornare  il provvedimento al Senato per un quarto passaggio parlamentare, significa di fatto affossarlo in maniera definitiva”.

“Il cartello delle 25 associazioni dell’appello ‘In nome del popolo inquinato’ – concludono Ciafani e Fontana – ha sempre sostenuto che ogni miglioramento alla legge si può fare in un provvedimento parallelo, ma solo dopo l’approvazione definitiva del ddl sugli ecoreati alla Camera. Anche la Commissione Ambiente di Montecitorio la pensa così, come dimostra il parere favorevole espresso la scorsa settimana. Il governo italiano e la maggioranza che lo sostiene può davvero cambiare verso, qualsiasi altra decisione risulterebbe incomprensibile alla quasi totalità dei cittadini del nostro Paese”.

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