Emicrania: scoperto nuovo meccanismo che la induce

Emicrania senza più segreti. Si aggiunge un altro tassello che apre le porte alla formulazione di nuovi farmaci per curare l’emicrania, una patologia che affligge un uomo su 10 e quasi due donne su 10, che nonostante i più recenti trattamenti non trovano alcun beneficio, ma vanno incontro a spiacevoli effetti collaterali. Ad illuminarci gli scienziati dell’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, che hanno scoperto una seconda maniera in cui agisce l’emicrania.

Si sa già da molto tempo che gli attacchi di emicrania colpiscono chi ha elevati livelli di un ormone dolorifero, il CGRP (Calcitonin Gene-Related Peptide). Per arginare gli attacchi violenti è stata sperimentata una nuova classe di farmaci, i gepant, che agiscono bloccando l’attività del CGRP nel ricettore dell’ormone nei nervi, ma la loro efficacia è stata inferiore alle aspettative.

Il team coordinato da Debbie Hay della Scuola di Scienze Biologiche dell’ateneo, ritiene di aver trovato il pezzo mancante del puzzle. Come spiega la Hay su Annals of Clinical and Translational Neurology: “Abbiamo scoperto che il CGRP attiva un secondo target sulla superficie delle cellule nervose sensibili al dolore, chiamato AMY1, che i gepant non sono capaci di bloccare. Nonostante il CGRP abbia un ruolo così chiaro nelle emicranie, se è stato finora così difficile bloccarlo è perché dovrebbe essere necessario bloccare anche un secondo recettore e non solo uno”.

Durante il secondo step della ricerca, l’obiettivo è comprendere come i due recettori operano insieme, e quale ruolo svolge ognuno dei due nei nervi legati al dolore. La ricercatrice inoltr eaggiunge: “Abbiamo bisogno di una nuova classe di antidolorifici che si possano assumere regolarmente. Gli oppioidi funzionano, ma vi sono problemi di tolleranza e di dipendenza, e servirebbe altro”.

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