Grazie a Papa francesco, che porta la questione ambientale al centro

“L’attenzione che Papa Francesco e la Chiesa stanno mostrando di rivolgere alle grandi questioni ambientali è, in una sola parola, provvidenziale – così dichiara il Presidente di Earth Day Italia Pierluigi Sassi, commentando la conferenza di ieri in Vaticano sui cambiamenti climatici e l’incontro avvenuto tra il Pontefice e il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, prima che questi aprisse con il suo intervento il Workshop internazionale: ‘Protect the Earth, Dignity Humanity.

The Moral Dimensions of Climate Change and Sustainable Development’. È alle viste – continua Sassi – un’Enciclica sull’ecologia e appena qualche giorno fa, nella ricorrenza mondiale dell’Earth Day, il Papa ha ricordato con grande efficacia l’importanza e il dovere di custodire il Creato, che è solo un prestito per l’uomo. È molto importante – argomenta il Presidente di Earth Day Italia – che una voce tanto autorevole e amata come quella del Pontefice porti all’attenzione di tutti l’urgenza di questi problemi, affinché non vengano oltre percepiti come questioni da salotto, ma sia chiaro che riguardano ciascuno di noi e la sopravvivenza stessa della nostra specie, a cominciare dai più poveri e indifesi. Sono questioni – spiega Sassi – che accomunano l’umanità intera e devono pertanto essere motivo di condivisione interculturale, interrazziale e interreligiosa. In questo orizzonte – continua il Presidente di Earth Day Italia – è importante che i cittadini italiani e il Governo raccolgano il testimone e si impegnino concretamente nella battaglia che mette la cura del Pianeta e il contrasto ai cambiamenti climatici come una priorità assoluta. È in quest’ottica – annuncia Sassi – che Earth Day Italia, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il prossimo 5 giugno dall’Expo rivolgerà un grande invito alle comunità rurali e montane a testimoniare le esperienze che le hanno rese in grado di produrre valore economico, sociale ed ambientale per il territorio. Le comunità rurali insegnano infatti come ‘mangiare tutti e mangiare bene’, perché i temi della sicurezza alimentare, della sopravvivenza economica e dei cambiamenti climatici sono fortemente correlati tra loro. Perché -scandisce Sassi – il cambiamento parte dal basso”.

“Ognuno di noi – ribadisce il Direttore scientifico di Earth Day Italia Roberta Cafarotti – può fare la sua parte, consumando con attenzione e unendosi ad altri cittadini sensibili per chiedere a gran voce impegni vincolanti a tutti i Paesi del mondo, affinché le emissioni di gas serra diminuiscano e ci permettano di mantenere la temperatura terreste sotto un aumento di 2° come indicato dalla comunità scientifica. Parigi con la sua Conferenza delle Parti a dicembre – sottolinea Cafarotti – è un momento essenziale e il suo successo è possibile solo se uniamo le nostri voci consapevoli. Earth Day Italia, dal canto suo, cercherà di mobilitare più cittadini italiani possibili e di utilizzare la grande tensione morale ed etica che si respira. Daremo nei prossimi mesi contezza – conclude il Direttore scientifico di Earth Day Italia – di tutti gli appuntamenti che da ogni parte della società civile si attiveranno su questo”.

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