Il pericoloso fascino della Belladonna

Il nome è suadente, Belladonna, ma la sua bellezza nasconde un grande pericolo. State sempre attenti, se nel vostro giardino alberga questa bella pianta ornamentale dai fiori lilla e dai frutti simili a mirtilli. Questa pianta è infatti tossica, ben lo sapevano gli antichi, che spesso hanno usato la sua tossicità per intrighi di corte. Questa pianta infatti ha proprietà miorilassanti, ed è usata come medicinale, ma il suo uso può avere dannosi effetti collaterali.

Va assunta solo sotto stretto controllo medico. Scientificamente si chiama Atropa Belladonna ed appartiene alla famiglia delle Solanacee come il pomodoro e la patata per intendersi. Il suo curioso nome risale all’epoca rinascimentale perchè ne veniva usato il macerato di foglie per lucidare lo sguardo e dilatare la pupilla alle donne, che ne facevano un elemento di seduzione.

Questo effetto è dato dall’atropina, un alcaloide di cui la pianta è ricca che provoca la dilatazione delle pupille agendo sul sistema nervoso parasimpatico per aumentare la circolazione. Ma se la si ingerisce causa perdita del controllo psicomotorio, risa incontrollate, sensazione di lievitazione, leggerezza del corpo, disordini mentali e allucinazioni. ma passata questa prima fase sopraggiungono i guai seri: blocco della sudorazione e conseguente ipotermia, febbre alta, secchezza della bocca, problemi di vista, tachicardia, tremor spastico, insufficienza polmonare e stati di incoscienza che possono anche condurre alla morte.

In realtà è la medicina che si avvale della Belladonna, poichè è utile per la cura di gravi forme di aritmia, delle vertigini, nel trattamento delle coliche addominali e come antispastico gastrointenstinale, ma va utilizzata solo con la prescrizione medica. Per molto tempo è stata utilizzata anche come anestetico chirurgico per le sue proprietà miorilassanti. Non è assolutamente utilizzabile come fitoterapico, ma sicuramente molti non sanno che il suo uso è diffuso in omeopatia dove, diluito correttamente, è un ottimo rimedio per febbre anche alta, cefalee, indigestioni e crisi allergiche anche violente.

Come potete riconoscerla? Si presenta come un arbusto resistente con radici profonde di colore quasi rossastro-verde e foglie ovali-lanceolate di colore verde intenso ricoperte come il fusto da una peluria che emana un odore sgradevole. I fiori sono simili a delle campanule nella forma e di colore violaceo intenso; le bacche altamente velenose sono molto belle, nere e lucide sono simili ai mirtilli e per questo ingannevoli. Oltrettutto hanno un sapore gradevole e per questo bisogna fare attenzione ai bambini perché possono venire attratti e ingannati dalla somiglianza con altri frutti. Queste bacche sono velenose per l’uomo, ma non per gli uccelli che ne sono golosissimi.

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